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Castelli: "Ricostruzione avanti, chiusi 2.549 cantieri. Nel 2027 nuovo sprint". Il punto sullo stato dei lavori a 10 anni dal terremoto

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26.10.2026

26 Ottobre 2026, 10:00

A dieci anni dal terremoto, la ricostruzione dei territori umbri colpiti dal sisma è entrata in una fase decisiva, tra cantieri che avanzano, edifici restituiti alle comunità e opere ancora da completare. Accanto ai progressi, restano sfide importanti: accelerare gli interventi più complessi, garantire il rientro delle famiglie nelle proprie abitazioni e contrastare lo spopolamento dei borghi, restituendo loro servizi, opportunità e prospettive per il futuro. A fare un punto della situazione è il senatore Guido Castelli, commissario straordinario del Governo per la ricostruzione e la riparazione dei territori colpiti dal sisma del Centro Italia.

- Partiamo subito dai numeri. A dieci anni dal sisma a che punto è la ricostruzione in Umbria?

Come in tutto il cratere, anche in Umbria possiamo dire che stiamo accelerando, finalmente. Molti lavori sono conclusi, potrei dire che a Norcia le cose vanno speditamente; molti in corso d’opera avanzati, come a Preci. Il cambio di passo c’è stato, ma non dobbiamo accontentarci e, invece, proseguire con determinazione. C’è ancora molto da fare. Però i numeri ci danno motivi di speranza: 2549 cantieri della ricostruzione privata hanno concluso i lavori; altri 1047 sono attualmente in corso. Dobbiamo continuare con lo stesso impegno e la stessa coesione tra Istituzioni: dall’attenzione del Governo Meloni, all’impegno sul territorio della Presidente della Regione Umbria e dell’Ufficio speciale per la ricostruzione.

- Quanti fondi sono stati stanziati dal governo e quanti già spesi per la ricostruzione, sia pubblica che privata?

Per la ricostruzione pubblica le risorse programmate sono di 830 milioni di euro, per 574 interventi finanziati. Il 91% di questi ultimi, includendo la progettazione, sono stati avviati. Per quanto riguarda le chiese (194) e i beni culturali finanziati, le risorse complessivamente assegnate sono pari a 153 milioni e gli interventi avviati - compresa la fase di progettazione - sono arrivati all’80%. Per la ricostruzione privata, invece, l’importo concesso è di circa 1,63 miliardi di euro, mentre quello liquidato è 1,07 miliardi di euro. Si tratta di dati che confermano come non solo le risorse a disposizione ci siano, e sono più che sufficienti per portare avanti la ricostruzione a pieno regime, ma che anche la capacità di spesa sia efficace.

- Quante famiglie sono rientrate nelle proprie case e quante restano ancora........

© Il Corriere dell'Umbria