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I pericoli e le radici

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24.01.2026

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Quanto è accaduto a Davos con la (temporanea?) marcia indietro di Donald Trump sulla Groenlandia non può ingannare nessuno sul futuro che ci aspetta. Ormai è certo: come europei non possiamo più contare sull’attuale governo degli Stati Uniti, sulla sua amicizia, sul suo eventuale aiuto. Anzi possiamo essere ragionevolmente certi che se esso potrà trovare una nuova occasione per mettere l’Europa con le spalle al muro lo farà con piacere, se gli capiterà di mostrarci nuovamente il suo disprezzo lo farà senza pensarci due volte. A Washington, insomma, siede un governo a noi europei sostanzialmente ostile. Forse non ostile nella stessa misura a noi italiani grazie all’accorta politica seguita finora dalla nostra premier: ma in questa minore ostilità, che spesso ama presentarsi come un’ambigua benevolenza, si cela — come dovrebbe essere a tutti chiaro e come credo che a Giorgia Meloni sia chiarissimo — si cela un pericolo mortale. Quello di dividerci dagli altri Paesi e governi europei. Con colui che comanda a Washington è sperabile dunque che chi di dovere non abbia usato e non usi a tempo debito mezze parole per informarlo........

© Corriere della Sera