menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

A Via Tasso, dove anche le voragini sono diventate storiche: si procede solo per rattoppi ed è polemica

9 0
10.03.2026

I comitati alzano la voce contro i mancati interventi sulla strada su cui le auto procedono ormai solo attraverso pericolosi slalom

C’è un’utilitaria che affronta con guida sicura il tracciato sinuoso della strada in discesa. D’improvviso sterza e quasi finisce sul marciapiede, costringendo le vetture che seguono ad effettuare una brusca frenata. Un malore del conducente? No, solo una buca evitata (questa volta) all’ultimo istante, uno degli innumerevoli fossi, pertugi, avvallamenti che costellano il percorso della storica via Tasso.Sono anni ormai che la trafficata arteria che collega corso Vittorio Emanuele con la collina di Posillipo e con il Vomero genera un costante stato di ansia in tutti coloro che quotidianamente la affrontano su quattro o due ruote. Bisogna tenere gli occhi ben aperti perché il selciato-groviera può tradire dietro ogni curva, con rischio d’incidenti o ingenti danni ai veicoli.

Nonostante i ripetuti appelli di associazioni e comitati per una radicale riqualificazione della via, il Comune è intervenuto fino ad ora solo con periodici rattoppi, poco efficaci dal punto di vista della sicurezza stradale e in grado di pregiudicare notevolmente l’estetica dei luoghi, come denuncia chi invoca il ripristino dell’originaria pavimentazione lapidea.

Lungo via Torquato Tasso, realizzata a partire dal 1878, furono ben presto edificati numerosi villini in stile neo-rinascimentale o liberty. Il carattere vagamente nobile dell’arteria collinare fu mantenuto anche nel corso del Novecento, nonostante la prolificazione architettonica favorita dalla speculazione edilizia. L’originario selciato nel frattempo andava in rovina, tanto da costringere l’amministrazione comunale ad asfaltare tutto il percorso circa 30 anni fa. Ma tre decenni senza manutenzione ordinaria si fanno sentire e lo slalom degli automobilisti tra buche e lesioni è diventato ormai una consuetudine.

«Ci si illude di risolvere riempiendo una buca con un po’ di bitume, ma servirebbe invece un serio piano complessivo di riqualificazione — spiega Paolo Santanelli, presidente dell’associazione Chiaia per Napoli —. Via Tasso è disastrata come via Posillipo dove pochi giorni fa ho spaccato una ruota dell’auto. All’epoca della giunta Iervolino avevamo già posto il problema del manto stradale e da allora nulla è cambiato. Con il transito di mezzi pesanti, è giusto che l’asfalto sostituisca il porfido, ma la manutenzione deve essere costante». 

Nell’ambito della Napoli Servizi è operativo il Pronto intervento stradale (Pis) per colmare buche o sistemare basoli e cubetti divelti. Eppure questi lavori, come viene precisato sul sito dell’azienda in house del Comune, «non sono sostitutivi di un servizio manutentivo ordinario e preventivo delle strade». Quel servizio atteso invano dai cittadini sugli insidiosi tornanti di via Tasso, al centro anche di una controversa quanto suggestiva ipotesi di tornare alla pavimentazione lapidea.Qualche dubbio lo avanza il capo delegazione Fai Napoli, Francesco Carignani: «Sebbene una pavimentazione di sanpietrini risulti più bella e storicamente appropriata — ammette —, quest’ultima è perfetta per le aree pedonali, ma difficile da mantenere in buone condizioni su una strada in pendenza come via Tasso, sia per l’intenso traffico che per le piogge. I centri urbani evolvono e bisogna trovare dei compromessi con le moderne necessità». 

Chi invece si batte da anni proprio per il recupero dell’originario selciato, ritiene che il problema principale della manutenzione risieda nella mancanza di competenze adeguate. «Basoli e sanpietrini scompaiono — denuncia Antonio Pariante del Comitato di Portosalvo — pure perché non ci sono più i maestri esperti che intervenivano per rimettere a posto i famosi rosoni di cubetti lavici nelle strade storiche. Ci troviamo oggi una città rattoppata con l’asfalto che smarrisce l’unità stilistica dei luoghi».Ma intanto, che siano cubetti o asfalto, a via Tasso meglio stare attenti ai pericoli nascosti dietro la prossima curva.

Vai a tutte le notizie di Napoli

Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Campania

10 marzo 2026 ( modifica il 10 marzo 2026 | 13:14)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Partecipa alla discussione


© Corriere del Mezzogiorno