Naldi, sport estremi e avventura: con gli sci
L'imprenditore alberghiero napoletano: «Che adrenalina le sfide al Polo Nord. Ero il più grande di un gruppo internazionale di temerari»
In Norvegia, ai confini del Polo Nord, per praticare scialpinismo su montagne che, come iceberg, si tuffano direttamente nel mare. Giovanni Naldi per sette giorni ha navigato su una barca a vela di legno del 1940, fra paesaggi artici mozzafiato, il sole di mezzanotte e una tavolozza di colori mai visti prima. Una imbarcazione da 70 piedi, attrezzata con una stufa a legna e una sauna, che ha diviso con un gruppo di appassionati di esperienze estreme. Naldi — al quale l’impegno nell’azienda di famiglia che opera nel settore dei grandi alberghi sta decisamente stretto — ha coinvolto anche suo cugino Edoardo Scotti.
Quanti eravate a bordo?«Nove, compreso l’equipaggio. Noi eravamo gli unici italiani: c’erano un francese, tre spagnoli, un norvegese. E tutti provenienti da zone di montagna. Io, che ho 48 anni, ero il più grande del gruppo; mio cugino ha compiuto 34 anni quando eravamo lì. Abbiamo festeggiato con questa splendida follia».
Partiamo dal viaggio...«La nostra destinazione erano le isole Svalbard, arcipelago artico molto più su della Norvegia, verso il Polo Nord. Dunque: aereo Roma-Oslo e, di qui, altre tre ore di volo per raggiungere il porto dal quale ci siamo imbarcati».
Quante ore di navigazione al giorno avete........
