La fatica dell’idea per un riscatto del riformismo
Smarrito il nesso tra eguaglianza e libertà, il riformismo rischia di ridursi a gestione del potere. Per battere le destre non servono scorciatoie populiste, ma il coraggio della sostanza
Smarrito il nesso tra eguaglianza e libertà, il riformismo rischia di ridursi a gestione del potere. Per battere le destre non servono scorciatoie populiste, ma il coraggio della sostanza
La forza del riformismo e la grande tradizione del socialismo democratico dovrebbero nutrirsi della capacità implacabile di interrogare il presente. I bisogni della società, le emergenze. Oggi, chi abita questa sponda della politica vive però una tormentata crisi di appartenenza: non per un cedimento ideale, ma per il doloroso scarto tra quella che è stata la grandezza originaria di un’idea lungimirante e il piccolo cabotaggio dell’offerta politica attuale. Come diceva Norberto Bobbio, che Pertini volle senatore a vita, il discrimine fondamentale tra destra e sinistra sta nell’atteggiamento di fronte alle disuguaglianze e nella volontà di ridurle. E la sinistra contemporanea, piegata ormai sulla tecnocrazia o votata alle battaglie puramente simboliche, sembra aver smarrito proprio quel compito primario: la lotta contro le disuguaglianze materiali e sociali. L’involuzione ha allontanato il riformismo dalla sua funzione trasformatrice, lo ha ridotto a un esercizio sterile di gestione dell’esistente e all’incapacità di smarcarsi dalla logica delle poltrone e dell’occupazione del potere. Il........
