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XI Jinping e Donald Trump: il primato imperiale

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Con la consueta cortesia cinese i temi globali vengono posti davanti all’interlocutore in forma di domanda. E con la prima Xi Jinping segretario del PC cinese, presidente della Repubblica Popolare di Cina e presidente della Commissione militare centrale del Partito Comunista cinese, offre un omaggio alle basi della cultura occidentale: “Oggi il mondo si trova di nuovo di fronte a un bivio: riusciremo a non far scattare la trappola di Tucidide?”, chiede al presidente degli stati Uniti d’America, e ai leader del globo che lo stanno ascoltando. Il riferimento è alla guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta che, uscite da poco vittoriose nell’immane confronto militare con l’impero persiano, entrarono in guerra tra di loro provocando nel mondo greco una crisi che portò alla perdita dell’indipendenza a favore dei Macedoni. Nel confronto tra il capo della Cina e l’aspirante capo degli Stati Uniti d’America, nessuno dei due può tenere sottotraccia l’evidenza: che l’esigenza di misurarsi sui temi lasciati in sospeso nell’ultimo anno e mezzo coincide con il reciproco riconoscimento del ruolo giocato da entrambi i Paesi quali decisori primari sulla scena mondiale. Soprattutto Xi Jinping vuole che l’evidenza risalti: “Siamo potenze responsabili. Abbiamo il dovere di assicurare la stabilità per 8 miliardi di persone nel mondo” dice. E ricorda che ormai più di 50 anni fa il presidente americano Richard Nixon realizzò il disgelo con la visionaria ma realistica diplomazia del ping pong attuata da Henry Kissinger, il fuoriclasse segretario........

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