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Dopo la gogna social ho capito di essere stronzo e sfigato. Bene così

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12.07.2018

Non l’avrei mai detto, ma esporsi alla gogna dei social può davvero essere di grande aiuto. Ultimamente, per esempio, mi ha permesso di risolvere una grave crisi identitaria: non riuscivo a capire se ero uno stronzo o solo un povero sfigato.

Permettetemi di fare qualche passo indietro e vi spiegherò come sono riuscito a sciogliere questo interrogativo.

Mentre scrivo questo pezzo mi trovo in Tanzania, Africa orientale, dove sto girando un programma televisivo. La settimana scorsa, durante una cena con tutta la troupe, sono stato – come al solito – preso per il culo dai miei colleghi. In particolare tre filmmaker (due dei quali hanno votato Potere al Popolo, il terzo Leu) e un autore (che grazie alla magia del voto disgiunto ha potuto sostenere sia PaP sia Leu) mi hanno fatto presente che io, povero piddino incosciente, ho gli occhi foderati di prosciutto. Stando a quello che dicevano questi quattro sostenitori della vera sinistra, Renzi è un miliardario e si dovrebbe indagare più a fondo in quella storia del mutuo che, sempre a detta loro, non è altro che una menzogna. Intorno al tavolo, tutti ridevano e si davano sonore pacche sulle spalle, mentre mi additavano come un clintoniano privilegiato e rincoglionito.

Qualche giorno prima, avevo ricevuto un messaggino da Rolling Stone, nel quale mi si chiedeva un piccolo contributo scritto, qualche breve frase contro la xenofobia. “Nessun problema”, avevo risposto, “ho sempre organizzato iniziative contro il razzismo. E non perché sono un buonista, ma perché il razzismo è una roba da merde........

© Il Foglio