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Il ritorno della Svizzera italiana

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21.09.2017

di Alessandra Zumthor

Finalmente dunque la Svizzera italiana è tornata in Governo: il momento tanto richiesto e atteso, tanto invocato è realtà. Lasciateci dire, senza retorica, che per chi c’era, è stato un momento unico: a più di trent’anni dall’elezione di Flavio Cotti (in pratica è passata una generazione) e a diciotto dalla sua uscita di scena, il peso di questa lunga assenza ieri ha moltiplicato le emozioni.

A cominciare dalla procedura d’elezione (per altro risultata più breve del previsto) fino al giuramento, ai gesti simbolici predisposti dal cerimoniale nelle sale di Palazzo federale, all’incontro con la gente e le autorità cantonali, sotto la grande volta vetrata con i simboli di tutti i Cantoni. Stavolta a festeggiare c’eravamo noi, tutto il Ticino, per anni a fare paziente anticamera e ora celebrato in un grande abbraccio sotto la cupola.

Tutto questo con quel mix particolarissimo -che solo in Svizzera abbiamo- di solennità e atteggiamenti poco formali, di senso profondo dello Stato e cittadini che senza tante complicazioni accorrono a dare la mano al nuovo ministro e a fare........

© Giornale del Popolo