Quanta ignoranza dietro l’attacco alle viti sperimentali in Valpolicella

Un atto vandalico è avvenuto in un campo sperimentale in Valpolicella, dove sono state sradicate piante di vite migliorate geneticamente per la resistenza alla peronospora, un fungo particolarmente virulento su questa cultura. Questo evento segue un precedente attacco distruttivo avvenuto sul riso, anch’esso migliorato contro un’altra malattia fungina, il brusone. Entrambi i casi evidenziano una preoccupante ostilità verso la ricerca genetica in agricoltura e in particolare contro le tecniche di evoluzione assistita (Tea), il metodo impiegato per introdurre nelle due specie le resistenze alle malattie. Eppure l’agricoltura e la genetica sono due discipline interconnesse, il cui connubio è essenziale per affrontare le sfide globali legate alla produzione alimentare, alla sostenibilità ambientale e all’adattamento ai cambiamenti climatici.

Tutte le piante coltivate sono “Ogm”

La genetica, definita come la scienza che studia la trasmissione dei caratteri ereditari negli organismi viventi, è alla base di qualsiasi forma di agricoltura. Fin dall’inizio dell’attività agricola, gli esseri umani hanno istintivamente selezionato le piante con le caratteristiche più desiderabili, dando inizio a un processo empirico di miglioramento genetico. Tutte le piante coltivate sono quindi organismi geneticamente modificati rispetto alle piante selvatiche da cui derivano, e tale modifica è intrinseca........

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