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“Il suono di una caduta”, o la condanna di essere tedeschi
Il testo che segue è tratto dalla puntata settimanale di “Cinema Fortunato”, la newsletter di recensioni cinematografiche riservata agli abbonati di Tempi. Abbonati per riceverla ogni giovedì. Legenda: ★★★★ pazzesco | ★★★ ci sta | ★★ ’nzomma | ★ imbarazzante Il suono di una caduta ★★★ Di Mascha SchilinskiDove vederlo: al cinema Film complesso, cerebrale, non per tutti. Narrativamente assai spezzettato: i primi 90’ non sembrano portare da nessuna parte, poi, nell’ora rimanente, i nodi narrativi vengono al pettine. Credo che racconti, tra le tante altre cose, un rimosso, direi tutto il Novecento tedesco che sembra rimanere fuori dalla narrazione ma in realtà la permea tutta, schiacciando i vari personaggi – peraltro quasi tutti femminili – in una cappa claustrofobica, un cielo livido e plumbeo, da cui non si scappa. Si potrebbe dire che dal Novecento non si scappa, specie se si è tedeschi, nazisti o no, tedeschi orientali o no: soprattutto non ci s...
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