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Ma il calciomercato invernale serve a qualcosa?

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28.01.2026

Una volta lo chiamavano “mercato di riparazione”: andava in scena dal primo ottobre al primo novembre e, per definizione, consentiva ai club di porre rimedio agli errori estivi nella costruzione della squadra. Oggi lo chiamano “mercato invernale”, ma non ha perso le sue caratteristiche. Ovvero, gli interventi a correzione (o a rafforzamento) della rosa e, soprattutto, la durata. Non si tratta di una sessione che si trascina stancamente per tutta l’estate, con le società che risolvono poi tutto in tre-quattro giorni affannosi a fine agosto. Qui si apre e si chiude tra inizio e fine gennaio. Non c’è tempo per esitazioni e tatticismi: occorre avere idee precise e andare al sodo per perseguire obiettivi più chiari oggi – a metà stagione – rispetto alle dichiarazioni estive.

Una situazione che rende i club più pragmatici, come si è visto nella vicenda Napoli. Aurelio De Laurentiis, causa la lunga serie di infortuni, aveva chiesto di modificare le norme federali sugli indici economici. Un vincolo che gli impediva di operare con libertà nelle trattative, nonostante importanti riserve di liquidità. Il Milan ha votato contro, mentre Inter, Roma e Juventus si sono astenute. Guardate la classifica e capirete perché il Napoli è stato obbligato a vendere prima di acquistare, effettuando movimenti a saldo zero…

Quei “colpi........

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