Per me l’Odissea di Nolan è un’operazione ideologica indigeribile

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Per me l’Odissea di Nolan è un’operazione ideologica indigeribile

Esistono due modi di rileggere e reinterpretare i classici, sia in letteratura che nella cinematografia: restando fedeli all’ispirazione dell’originale oppure travisandola completamente. Nel primo caso si conservano, oltre alla trama, le qualità dei personaggi e il senso dell’opera a cui ci si riferisce e le si trasportano in tempi e situazioni diverse; nel secondo caso si snatura il personaggio o i personaggi attribuendo loro idee, sentimenti e comportamenti molto diversi e spesso anzi opposti a quelli dell’opera originale, nel mentre che si sfrutta la sua trama. Nel primo caso si rende omaggio all’autore dell’opera a cui ci si ispira e al suo genio; nel secondo caso si sottintende che l’autore e i suoi valori sono anacronistici e in primo piano si mette il proprio, di genio.

L’Odissea di Christopher Nolan appartiene alla seconda categoria di riletture, e per questo merita l’anatema, nonostante tutti i suoi meriti strettamente cinematografici. Il film è stilisticamente di qualità, ma l’operazione ideologica sottesa è indigeribile. Non è che i contenuti siano in sé perversi, anzi: il messaggio antimilitarista e antibellicista dell’Ulisse di Nolan è in sé pregevole. Ma farlo passare sacrificando sull’altare dello spettacolo una delle pietre miliari della cultura occidentale, quale è l’Odissea, è metaforicamente un sacrilegio. Per di più inutile allo scopo, anzi: controproducente.

L’Ulisse di Nolan è un reduce afflitto dai sensi di colpa

L’Ulisse di Omero è un generale astuto che ha vinto una guerra, un uomo curioso, un imbroglione manipolatore, un capofamiglia che desidera tornare a casa. È l’antesignano dell’illuminismo ed è il prototipo dell’individuo borghese, come spiegano Theodor Adorno e Max Horkheimer nel loro imperituro Dialettica dell’illuminismo: con la sua razionalità strumentale sottomette le entità mitiche e inaugura l’era del dominio umano sulla natura; quello di Nolan è un reduce afflitto dai sensi di colpa per quello........

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