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Il processo farsa degli azeri a Vardanyan allontana la pace
Non presenterà appello contro la sentenza del tribunale militare di Baku che lo ha condannato a 20 anni di prigione Ruben Vardanyan, per meno di quattro mesi ministro di Stato (carica equivalente a primo ministro) della Repubblica presidenziale dell’Artsakh (Nagorno-Karabakh), poco prima della conquista del territorio da parte delle forze armate dell’Azerbaigian nel 2023.
Lo comunica la famiglia del magnate e filantropo armeno insieme alle motivazioni che hanno portato a tale decisione: «Nel corso delle udienze, ciò che si è svolto non è stato un vero e proprio procedimento giudiziario, ma una messa in scena. Le sessioni si sono svolte a porte chiuse, gli osservatori indipendenti sono stati esclusi e le istanze presentate dalla difesa sono state ignorate. (…) Presentare ricorso in queste circostanze implicherebbe il riconoscimento che il processo ha rispettato almeno i minimi standard di legge. Questo è ben lungi dall’essere vero. Ruben si rifiuta consapevolmente di partecipare alla parodia di un processo legale. Non riconosce il verdetto come un atto di giustizia e lo considera parte di un procedimento penale illegittimo e politicamente........
