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In difesa di Tuğçe Yılmaz, armena non per sangue ma per destino

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16.01.2026

Seduto sul bordo del lago Sevan, con le gambe che penzolano sull’acqua immobile come una lastra di ferro, leggo il racconto di Vik van Brantegem su korazym.org, e mi sembra di ascoltare una sorella che grida dall’altra riva del mondo. Conosco il suo nome: Tuğçe Yılmaz, giornalista turca, giovane, ostinata, non violenta, e per questo pericolosa. Ha fatto una cosa semplice: ha........

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