Le buone maniere nell’età dell’incertezza

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Le buone maniere nell’età dell’incertezza

Quando Guia Soncini ha aperto questo focus con una domanda tanto semplice quanto disarmante – che fine hanno fatto le buone maniere? – ha dato voce a un’impressione diffusa ma raramente espressa senza un certo imbarazzo: quella di vivere in un mondo in cui i codici elementari della convivenza sembrano essersi dissolti. Non necessariamente perché siamo diventati più maleducati, ma perché oggi è diventato sempre più difficile stabilire che cosa possa dirsi educato e cosa non lo sia.

Gli esempi evocati nel saggio di apertura – il telefono in vivavoce in treno, la musica ad alto volume nei luoghi pubblici, la necessità di chiedere il permesso prima di telefonare, la fine della bugia pietosa come lubrificante sociale – restituiscono tutti la stessa sensazione: i confini tra pubblico e privato, discrezione e trasparenza, cortesia e autenticità si sono fatti improvvisamente incerti.

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