In Francia è scontro istituzionale sulla scrittura inclusiva, «balbuzie ridicola» |
Parigi. Pensavamo che in Francia la scrittura inclusiva, una «balbuzie ridicola» come l’ha definita il filosofo Alain Finkielkraut, fosse una cosa di nicchia, riservata ai convegni sull’identità di genere, ai collettivi radical-femministi e a tutti quegli opinionisti pensosi della sinistra parigina convinti di risolvere i problemi del mondo, il razzismo e le discriminazioni, inserendo il cosiddetto punto mediano nella stessa parola per includere sia la declinazione al maschile che quella al femminile. E invece questa riforma militante del linguaggio costruita sulla denuncia di ingiustizie immaginarie derivanti da interpretazioni simboliche che non corrispondono ad alcuna realtà strettamente linguistica è promossa dai piani alti della République.
Scrittura inclusiva in Francia, una prima assoluta
Il Consiglio di Stato francese ha appena convalidato l’utilizzo della scrittura inclusiva, da parte del Comune di Parigi, sulle targhe commemorative: si tratta di una prima assoluta, come sottolineato dal giurista Nicolas Hervieu, docente a Sciences Po. In una sentenza del 31 dicembre, la più alta giurisdizione amministrativa francese ha respinto il ricorso contro il Comune di Parigi dell’Association Francophonie Avenir (Afav) che milita per la difesa della lingua di Molière.
È nel 2021, in occasione di “un inventario dello stato di deterioramento del municipio” parigino, che si scopre, nel corridoio che conduce alla sala del Consiglio comunale, che due lastre di marmo erano state........