Qualche consiglio alla scuola cattolica

Tempi in Cisgiordania

Newsletter e rubriche

Esteri Trump Israele Guerra in Ucraina Cina Cristiani perseguitati Terrorismo islamico

Cristiani perseguitati

Politica Governo Milano Giorgia Meloni Elly Schlein Giustizia

Economia Lavoro Auto elettriche Pnrr Inflazione

Ambiente Cambiamenti climatici Green Deal Transizione ecologica Transizione energetica

Cambiamenti climatici

Transizione ecologica

Transizione energetica

Scuola Educazione Parità scolastica

Salute e bioetica Fine vita Utero in affitto Aborto

Chiesa Cristianesimo Leone XIV Papa Francesco Benedetto XVI Luigi Giussani Comunione e Liberazione

Comunione e Liberazione

Società Intelligenza artificiale Pensiero woke

Intelligenza artificiale

Newsletter e rubriche La preghiera del mattino Lettere al direttore La borsa e la vita Squalo chi legge Casca il mondo Cinema Fortunato Il Deserto dei Tartari Memoria popolare Esserci Tentar (un giudizio) non nuoce Il Paese dei Normali Libri in povere parole

La preghiera del mattino

Il Deserto dei Tartari

Tentar (un giudizio) non nuoce

Libri in povere parole

Sfoglia Tempi Sfoglia Tempi digitale Marzo 2026 Febbraio 2026 Gennaio 2026 Dicembre 2025 Novembre 2025 Ottobre 2025 Settembre 2025

Sfoglia Tempi digitale

Home » Cultura » Qualche consiglio alla scuola cattolica

Qualche consiglio alla scuola cattolica

Don Marco Begato è un sacerdote salesiano, insegnante e preside dell’Istituto paritario “Salesiani Don Bosco” di Treviglio. È persona esperta di scuola, sia dal punto di vista educativo/formativo che gestionale, non solo per studi e formazione teorica, ma anche per esperienza diretta sul campo.

Consapevole delle necessità e della situazione non facile che le scuole paritarie cattoliche si trovano ad affrontare, ha voluto realizzare un libro (La scuola cattolica nel tempo moderno) sul senso della scuola cattolica e delle sue modalità di vita. Uno strumento agile ma ricchissimo di contenuti, che ogni operatore di scuola cattolica farebbe bene a leggere.

Come è noto, infatti, nel nostro paese la libertà di scelta educativa è ancora molto compressa da una legislazione ostile, e le scuole non statali sono chiamate ad affrontare e risolvere quotidianamente problemi molteplici per sopravvivere. Alle strutturali e crescenti difficoltà economiche, si aggiungono poi le mutate esigenze di una società sempre più caratterizzata da una visione materialista e relativista dell’esistenza. E proprio su quest’ultimo aspetto, di natura più prettamente culturale, il libro di don Marco intende offrire, alle scuole che si dicono cattoliche, un sintetico ma estremamente valido aiuto.

Tante di queste, infatti, spinte dalle “esigenze di mercato” ad accontentare le più disparate richieste “formative” da parte delle famiglie, come pure dal progressivo e generale annacquamento delle verità di fede e della fede vissuta nella nostra società, hanno impostato i propri programmi e la propria didattica (anche a livello propriamente culturale) sul modello della scuola statale, snaturando e svilendo non poco la propria identità originaria.

Si manifesta e si paga, in questa sudditanza culturale, una sorta di complesso di inferiorità di fronte al mondo moderno e al suo sguardo su chi crede e professa la fede cattolica. Scrive infatti don Marco:

«Se nel sistema naturalistico l’homo religiosus è un regredito, in quello progressista diviene un alienato. La scuola cattolica diviene così un’Istituzione per disadattati».

«Se nel sistema naturalistico l’homo religiosus è un regredito, in quello progressista diviene un alienato. La scuola cattolica diviene così un’Istituzione per disadattati».

L’avvenimento cristiano

In realtà, purtroppo (e diciamo “purtroppo” anche perché riguarda la stragrande maggioranza degli studenti della scuola italiana) i veri disadattati sono i giovani che escono dal tritacarne della scuola statale: privi di solidi ideali e pertanto senza una proposta di vita e di senso convincente; sballottati tra docenti con impostazioni culturali (Begato le illustra raggruppandole in tre macro categorie: naturalismo, progressismo e prospettivismo) differenti fra loro ma generalmente avverse al modello cristiano; vittime della frantumazione educativa che si esprime nei molteplici percorsi di “educazione a…” che il mainstream riversa senza sosta sulla scuola e quindi sulla testa di docenti e alunni; infarciti di scientismo acritico e materialismo pratico; tentativamente ridotti a utili ingranaggi del sistema economico-produttivo.

«Si tratta – scrive Begato – di un melieu anticattolico che i cattolici stessi negli ultimi decenni non hanno saputo più giudicare in modo critico, divenendo incapaci di valutarne le falsità e in alcuni casi convincendosi delle sue tesi». E aggiunge: «Accettare tale linea significa anzitutto scendere ad un compromesso con la falsità culturale, privandosi di molteplici strumenti di analisi e conoscenza della realtà. Misconoscere il valore culturale proprio del contributo cristiano-cattolico non può che alimentare un rapporto di contrasto con la propria tradizione – nell’impossibilità, data dalla menzogna, di ricostruirne gli effettivi e reali pregi e difetti, con il rischio di alimentare in modo confuso, disordinato e sterile il proprio impegno di fare cultura cristiana e cattolica».

«Si tratta – scrive Begato – di un melieu anticattolico che i cattolici stessi negli ultimi decenni non hanno saputo più giudicare in modo critico, divenendo incapaci di valutarne le falsità e in alcuni casi convincendosi delle sue tesi». E aggiunge: «Accettare tale linea significa anzitutto scendere ad un compromesso con la falsità culturale, privandosi di molteplici strumenti di analisi e conoscenza della realtà. Misconoscere il valore culturale proprio del contributo cristiano-cattolico non può che alimentare un rapporto di contrasto con la propria tradizione – nell’impossibilità, data dalla menzogna, di ricostruirne gli effettivi e reali pregi e difetti, con il rischio di alimentare in modo confuso, disordinato e sterile il proprio impegno di fare cultura cristiana e cattolica».

Occorre, allora, ripartire da una vera e fondata conoscenza dell’insuperabile valore e dignità della cultura che è generata dell’avvenimento cristiano. Senza ingiustificati complessi di inferiorità, è infatti possibile «proporre un modello che sia autenticamente cattolico, senza divenire né esclusivista o rigidamente confessionale, né polemico o oppositivo rispetto al modello dominante».

Il fascino e la ricchezza di una cultura

Il percorso che il libro propone è esattamente quello di una ripresa di questa consapevolezza, senza la quale non è possibile resistere alla pressione della cultura dominante e realizzare una autentica scuola cattolica.

Il modello proposto è quello basato sulla dottrina dei Semina Verbi, con tutti i suoi riverberi sulla ragione umana. Scrive Begato:

«La cura dei semina Verbi sembra una buona piattaforma per educare all’incontro costruttivo e proattivo col prossimo, non in quanto dubitiamo della Verità creduta e professata, ma in quanto sappiamo che il nostro rapporto con la Verità è in costante crescita e può crescere per il contributo buono di chiunque, e anche perché riteniamo che gli altri sono sempre potenziali portatori di un contributo positivo – fosse pure solamente in forma germinale o inconsapevole –, senza con ciò ignorare bensì imparando a discernere (e proprio grazie alla formazione culturale ricevuta!) anche gli elementi propriamente non condivisibili o contestabili».

«La cura dei semina Verbi sembra una buona piattaforma per educare all’incontro costruttivo e proattivo col prossimo, non in quanto dubitiamo della Verità creduta e professata, ma in quanto sappiamo che il nostro rapporto con la Verità è in costante crescita e può crescere per il contributo buono di chiunque, e anche perché riteniamo che gli altri sono sempre potenziali portatori di un contributo positivo – fosse pure solamente in forma germinale o inconsapevole –, senza con ciò ignorare bensì imparando a discernere (e proprio grazie alla formazione culturale ricevuta!) anche gli elementi propriamente non condivisibili o contestabili».

Il libro ci accompagna dunque nel recupero della certezza del valore culturale della proposta cristiana, non in senso prettamente catechistico, ma secondo il modello aletico cristiano, per il quale «essendo l’intero universo plasmato sul profilo di Cristo, in qualche modo qualsiasi cosa esistente è in comunione con Lui e nulla sta fuori di Lui», e pertanto ogni aspetto del creato e ogni espressione culturale dell’uomo trova il suo fondamento e la sua luce nel legame radicale con Cristo.

Per meno di questo, non vale la pena fare scuola. Sottolinea infatti Begato:

«Considerando che le nostre scuole in occidente accolgono sempre più studenti di scarsa identità cristiana (o di identità religiosa chiaramente non cristiana), la miglior testimonianza evangelizzatrice che possiamo offrire loro non sarà mai una scuola in cui cultura e pastorale sono sbiadite e confuse, piuttosto dove sono solidamente fondate e in forte dialogo e per ciò stesso capaci di mostrare tutto il fascino e la ricchezza di una cultura religiosamente compresa e razionalmente sostenuta».

«Considerando che le nostre scuole in occidente accolgono sempre più studenti di scarsa identità cristiana (o di identità religiosa chiaramente non cristiana), la miglior testimonianza evangelizzatrice che possiamo offrire loro non sarà mai una scuola in cui cultura e pastorale sono sbiadite e confuse, piuttosto dove sono solidamente fondate e in forte dialogo e per ciò stesso capaci di mostrare tutto il fascino e la ricchezza di una cultura religiosamente compresa e razionalmente sostenuta».

Il testo tuttavia non si limita ad una sia pur interessantissima analisi, ma si diffonde poi ad esaminare le linee della proposta culturale cattolica per giungere infine alla elaborazione dei programmi scolastici. Di particolare interesse sono anche i brevi capitoli sulla necessità di una «apologetica aggiornata», sul «senso cristiano dello studio» e sulla «lettura cristiana del cosmo». Insomma, uno strumento agile ma completo e operativo.

Le istanze per una piena parità di trattamento fra scuola statale e paritaria, da parte delle associazioni di settore, non mancano, e qualche piccolo risultato negli anni è stato ottenuto. Nel frattempo, però, l’identità di tante scuole cattoliche o di ispirazione cristiana si è fortemente sbiadita. Non servirà a nulla giungere ad una completa parità se non si sarà capaci di offrire nulla di diverso da ciò che già offre la scuola di Stato. Per questo, il libro di don Marco Begato è assolutamente da prendere in considerazione, perché indica con chiarezza il percorso affinché le scuole cattoliche siano nuovamente in grado di offrire alle nuove generazioni una conoscenza vera e approfondita della realtà, aperta alla «possibilità di trovare e far germinare nuovi semina verbi presenti nella cultura contemporanea».

Il libro di Marco Begato, La scuola cattolica nel tempo moderno. Programmazione didattica e scenari culturali, è edito da Cantagalli nella Collana “Quaderni dell’Osservatorio” diretta da Stefano Fontana e curata dall’Osservatorio Cardinale Van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa. QUI per vedere la scheda e per ordinare il libro.  

La morte di Dio è una fake news

Chi non ha tempo per le buone maniere?

Il “miracolo” dei Colloqui fiorentini

Le buone maniere tra trasformazione e crisi, ordine e tecnica

Non ci sono ancora commenti.

I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!

Iscriviti alla newsletter

Dichiarazione di accessibilità

Sfoglia Tempi digitale

Abbonati con carta di credito

Abbonati con bonifico/bollettino

Regala un abbonamento full

Regala un abbonamento digitale


© Tempi