Jimmy Lai e gli altri tremila. Tutti i prigionieri politici che la Cina deve liberare

L’Italia del buon lavoro

Newsletter e rubriche

Esteri Trump Israele Guerra in Ucraina Cina Cristiani perseguitati Terrorismo islamico

Cristiani perseguitati

Politica Governo Milano Giorgia Meloni Elly Schlein Giustizia

Economia Lavoro Auto elettriche Pnrr Inflazione

Ambiente Cambiamenti climatici Green Deal Transizione ecologica Transizione energetica

Cambiamenti climatici

Transizione ecologica

Transizione energetica

Scuola Educazione Parità scolastica

Salute e bioetica Fine vita Utero in affitto Aborto

Chiesa Cristianesimo Leone XIV Papa Francesco Benedetto XVI Luigi Giussani Comunione e Liberazione

Comunione e Liberazione

Società Intelligenza artificiale Pensiero woke

Intelligenza artificiale

Newsletter e rubriche La preghiera del mattino Lettere al direttore La borsa e la vita Squalo chi legge Casca il mondo Cinema Fortunato Il Deserto dei Tartari Memoria popolare Esserci Tentar (un giudizio) non nuoce Il Paese dei Normali Libri in povere parole

La preghiera del mattino

Il Deserto dei Tartari

Tentar (un giudizio) non nuoce

Libri in povere parole

Sfoglia Tempi Sfoglia Tempi digitale Maggio 2026 Marzo 2026 Febbraio 2026 Gennaio 2026 Dicembre 2025 Novembre 2025 Ottobre 2025

Sfoglia Tempi digitale

Home » Esteri » Jimmy Lai e gli altri tremila. Tutti i prigionieri politici che la Cina deve liberare

Jimmy Lai e gli altri tremila. Tutti i prigionieri politici che la Cina deve liberare

Donald Trump ha promesso che parlerà con Xi Jinping della liberazione di Jimmy Lai durante il vertice di oggi a Pechino, che si prolungherà fino al 15 maggio. Ma l’editore cattolico, fondatore dell’Apple Daily, campione della battaglia democratica a Hong Kong, è solo il primo di una corposa lista di detenuti politici e prigionieri di coscienza che il presidente americano dovrebbe cercare di far liberare.

Da tre a settemila prigionieri politici in Cina

La lista è lunghissima: secondo la Fondazione Dui Hua (“dialogo” in cinese), al 31 marzo 2025 c’erano almeno 7.157 persone in Cina sottoposte a un regime carcerario o di detenzione domiciliare per ragioni politiche.

Per il database della Commissione sulla Cina del Congresso americano, al 30 giugno 2025 i prigionieri politici erano almeno 2.755. Anche se, precisa l’ultimo rapporto, «i casi di prigionieri politici o religiosi in Cina sono molti di più rispetto a quelli contenuti nel database».

Trump non potrà parlare a Xi di tutti, ma c’è almeno una lista ristretta di nomi per i quali il presidente americano dovrebbe spendersi. Il primo, come sottolineato dallo stesso tycoon, è Jimmy Lai.

Il grande attivista democratico, imprenditore geniale prima nel settore tessile e poi in quello dell’editoria, si trova in una cella di isolamento a Hong Kong........

© Tempi