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«Svegliamoci dal cinismo: non esiste un diritto all’eutanasia»

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11.09.2019

[atfo]

Pubblichiamo il discorso, tratto dall’Osservatore Romano, che il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha tenuto oggi a Roma al convegno «Eutanasia e suicidio assistito. Quale dignità della morte e del morire?». Il dibattito riguarda la necessità del Parlamento di legiferare sul fine vita in seguito al caso Cappato. In assenza di una legge, infatti, la Corte costituzionale potrebbe il 24 settembre dichiarare incostituzionale l’articolo 580 del codice penale, che punisce chi aiuta o istiga una persona al suicidio, aprendo la strada alla legalizzazione dell’eutanasia in Italia.

Il suicidio assistito è inteso dai suoi promotori come un diritto da assicurare a chi sia irreversibilmente malato e come un’espressione di libertà personale. Necessaria e sufficiente sarebbe la manifestazione del desiderio del soggetto di non proseguire la propria esistenza, intenzione alla quale si dovrebbe dare seguito e attuazione. Da parte nostra affermiamo con forza che, anche nel caso di una grave malattia, va respinto il principio per il quale la richiesta di morire debba essere accolta per il solo motivo che proviene dalla libertà del soggetto. Ugualmente, va confutato il presupposto che quella di darsi la morte sia una scelta di autentica libertà, poiché la libertà non è un contenitore da riempire e assecondare con qualsiasi contenuto, quasi la determinazione a vivere o a morire avessero il medesimo valore.

La volontà di togliersi la vita, anche se attraversata dalla sofferenza e dalla malattia, rivela una mentalità diffusa che porta a percepire chi soffre come un peso. Il malato diventa un peso per la famiglia, le cui maglie si allargano e il cui abbraccio nel nostro contesto sociale diventa fatalmente meno capace di sostenere chi è più debole. Il malato sperimenta, poi, di essere un peso perché l’assistenza assume un volto sempre meno umano e sociale; sulla bilancia dei costi e dei benefici, la cura di cui ha bisogno........

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