«Non sono una partigiana, ma una patriota». La fede e il coraggio di Paola Del Din
«Per la verità, non me l’aspettavo». Ci risponde al telefono la voce tenace di Paola Del Din, 101 anni, unica Medaglia d’oro al valor militare della Resistenza ancora in vita e prima paracadutista italiana della Seconda guerra mondiale. Una che il coraggio, per dirla in friulano, ce l’ha «tai vues» (nelle ossa), tanto da essere celebrata anche da Sua maestà Re Carlo d’Inghilterra nello storico discorso a Camere riunite del 9 aprile a Montecitorio.
«Non chiamatemi partigiana, io sono semplicemente una patriota – sottolinea subito -, perché l’Italia è per tutti, non solo per una parte». Poi ci racconta che lei il Re ha avuto modo di conoscerlo di persona: «Quando era ancora principe, ci vedemmo brevemente in Inghilterra a una riunione commemorativa del Soe, lo Special operations executive britannico di cui divenni agente durante la guerra».
Anche Giorgia Meloni non manca occasione per rinnovarle la sua stima, confermata da numerosi incontri pubblici e dalla lettera al Corriere della Sera del 25 aprile 2023, dove la definisce «una donna straordinaria». Del resto la premier, come anche la patriota, persegue da anni il tentativo di rendere un patrimonio nazionale l’esperienza della Resistenza, fino ad oggi considerata una bandiera ad appannaggio unico della sinistra.
La morte del fratello
La storia di Paola Del Din si lega a stretto giro alle forze armate inglesi. All’epoca dei fatti, nel 1944, aveva 21 anni. Suo fratello Renato, da cui il suo nome di battaglia “Renata”, era caduto 22enne in un’azione partigiana contro una caserma fascista a Tolmezzo pochi mesi prima. L’uomo era uno dei fondatori della Brigata Osoppo, il gruppo della Resistenza di matrice prevalentemente “cattolica” e militare in Friuli,........
