Se cade il regime, l’Iran potrebbe dividersi

Tempi in Cisgiordania

Newsletter e rubriche

Esteri Trump Israele Guerra in Ucraina Cina Cristiani perseguitati Terrorismo islamico

Cristiani perseguitati

Politica Governo Milano Giorgia Meloni Elly Schlein Giustizia

Economia Lavoro Auto elettriche Pnrr Inflazione

Ambiente Cambiamenti climatici Green Deal Transizione ecologica Transizione energetica

Cambiamenti climatici

Transizione ecologica

Transizione energetica

Scuola Educazione Parità scolastica

Salute e bioetica Fine vita Utero in affitto Aborto

Chiesa Cristianesimo Leone XIV Papa Francesco Benedetto XVI Luigi Giussani Comunione e Liberazione

Comunione e Liberazione

Società Intelligenza artificiale Pensiero woke

Intelligenza artificiale

Newsletter e rubriche La preghiera del mattino Lettere al direttore La borsa e la vita Squalo chi legge Casca il mondo Cinema Fortunato Il Deserto dei Tartari Memoria popolare Esserci Tentar (un giudizio) non nuoce Il Paese dei Normali Libri in povere parole

La preghiera del mattino

Il Deserto dei Tartari

Tentar (un giudizio) non nuoce

Libri in povere parole

Sfoglia Tempi Sfoglia Tempi digitale Marzo 2026 Febbraio 2026 Gennaio 2026 Dicembre 2025 Novembre 2025 Ottobre 2025 Settembre 2025

Sfoglia Tempi digitale

Home » Esteri » Se cade il regime, l’Iran potrebbe dividersi

Se cade il regime, l’Iran potrebbe dividersi

Senza il rispetto dei popoli che compongono il mosaico iraniano, finora schiacciati dal regime islamico di Teheran, non ci sarà un futuro veramente libero e democratico per l’Iran. Il monito viene dalle minoranze non persiane, che vivono in aree cruciali, come la regione a popolazione araba del Khuzestan, la provincia più ricca di petrolio che si affaccia sul golfo persico (e per questo il regime non ha mai rinunciato a un ferreo controllo, negando agli arabi ogni autonomia). O il Kurdistan, che ambisce a diventare parte di uno stato indipendente che unisca i curdi della regione, divisi tra Iran, Iraq, Siria, Turchia e Armenia: 40 milioni di persone in tutto, la nazione senza Stato più grande al mondo. O il Belucistan, regione geografica strategica divisa tra Iran, Pakistan e Afghanistan, ricco di terre rare e gas naturale e soprattutto cuore del corridoio economico che porta alla Cina. Terre divise più di un secolo fa dall’Impero britannico, che tracciò i confini secondo il vecchio pr...

«Tutti siamo in Terra Santa per volontà di Dio»

La Quaresima del Nicaragua: Ortega vieta 5.726 processioni

Attacco all’Iran. «Momento decisivo per tutti gli oppositori del regime»

«Il posto dove Dio è nato oggi è un deserto»

Iscriviti alla newsletter

Dichiarazione di accessibilità

Sfoglia Tempi digitale

Abbonati con carta di credito

Abbonati con bonifico/bollettino

Regala un abbonamento full

Regala un abbonamento digitale


© Tempi