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Se cade il regime, l’Iran potrebbe dividersi
Senza il rispetto dei popoli che compongono il mosaico iraniano, finora schiacciati dal regime islamico di Teheran, non ci sarà un futuro veramente libero e democratico per l’Iran. Il monito viene dalle minoranze non persiane, che vivono in aree cruciali, come la regione a popolazione araba del Khuzestan, la provincia più ricca di petrolio che si affaccia sul golfo persico (e per questo il regime non ha mai rinunciato a un ferreo controllo, negando agli arabi ogni autonomia). O il Kurdistan, che ambisce a diventare parte di uno stato indipendente che unisca i curdi della regione, divisi tra Iran, Iraq, Siria, Turchia e Armenia: 40 milioni di persone in tutto, la nazione senza Stato più grande al mondo. O il Belucistan, regione geografica strategica divisa tra Iran, Pakistan e Afghanistan, ricco di terre rare e gas naturale e soprattutto cuore del corridoio economico che porta alla Cina. Terre divise più di un secolo fa dall’Impero britannico, che tracciò i confini secondo il vecchio pr...
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