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Pd-M5s: la sinistra senza identità e la sinistra onestà-tà-tà

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12.09.2019

[atfo]

Ieri il professor Mauro Magatti ha scritto sul Corriere della Sera che per i cinquestelle «è arrivato il momento della verità». Brutalizzando e semplificando (ma non troppo) il senso del discorso di Magatti si potrebbe tradurre così il suo intervento: per i grillini è l’ora di aderire alle istanze della sinistra “prodiana”.

LA QUESTIONE DELL’IDENTITÀ

Magatti ripercorre la storia del Movimento creato da Beppe Grillo. Esso fu concepito come «contenitore antisistemico e post ideologico nel quale confluirono elementi molto eterogenei», populista, che si è alleato «a sorpresa» con il partito di Salvini considerandolo un interlocutore in quanto anch’esso voleva cambiare «gli assetti planetari». Ma questa alleanza, che ha messo in sordina la sua componente “di sinistra”, non è durata, fino a far emergere una terza posizione nel Movimento, quella di Giuseppe Conte. Qui si concentra l’attenzione di Magatti che vede in quest’ultimo corso della vita pentastellata l’interlocutore cui poter avanzare la sua proposta (che a noi pare “da campagna acquisti”, ma ci arriviamo).

Scrive Magatti:

«Nel nostro Paese, anche qui non senza sorpresa, questo embrione ora ha la possibilità di innestarsi all’interno di un corpo politico (quello dei 5S) nato sulla base di pulsioni molto diverse. L’Identità non è mai un’astrazione. Ma si forma relazionalmente attraverso le riposte che si danno alle istanze della realtà con cui si ha a che fare. Così oggi, a 10 anni di distanza, dalla sua nascita, il Movimento 5 Stelle deve decidere chi vuole essere. In un mondo completamente trasformato, non basta più dire di essere........

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