«Senza intervento esterno, il regime teocratico in Iran non può cadere»

Chi esultò nel mondo libero per la Rivoluzione khomeinista del 1979 difficilmente può gioire oggi vedendo gli studenti che si ribellano al regime teocratico. Chi invece ha a cuore la libertà – una libertà concreta, reale, senza aggettivi – certamente sì. Si tratta di un momento storico per l’Iran, secondo Pejman Abdolmohammadi, maggior studioso in Italia di storia dell’Iran e del Medio Oriente. Professore associato all’Università di Trento e Visiting Professor a Berkeley, Abdolmohammadi aiuta da anni a comprendere l’Iran e gli avvenimenti del Medio Oriente coi suoi libri: La Repubblica islamica dell’Iran. Il pensiero politico dell’Ayatollah Khomeini (2009), L’Iran contemporaneo: le sfide interne e internazionali di un paese strategico (2015, con Giampiero Cama), Contemporary Domestic and Foreign Policies of Iran (2020, con Giampiero Cama). Da poco è in libreria col suo ultimo volume, Il nuovo Medio Oriente: potere, diplomazia e realismo, mediante il quale fornisce una prospettiva analitica del Medio Oriente ben poco affine al mainstream. Parliamo di questo e di ciò che sta avvenendo in Iran con lui.

Professore Abdolmohammadi, si tratta veramente di un momento storico per l’Iran, di una lotta di liberazione nazionale?

È così, senza dubbio. Potremmo anche parlare di una rivoluzione patriottica contro un sistema che è, va ricordato senza tentennamenti, teocratico-totalitario: i massacri di civili, dei veri e propri crimini contro l’umanità, ne sono l’ennesima........

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