Applausi meritati |
Newsletter e rubriche
Esteri Trump Israele Guerra in Ucraina Cina Cristiani perseguitati Terrorismo islamico
Cristiani perseguitati
Politica Governo Milano Giorgia Meloni Elly Schlein Giustizia
Economia Lavoro Auto elettriche Pnrr Inflazione
Ambiente Cambiamenti climatici Green Deal Transizione ecologica Transizione energetica
Cambiamenti climatici
Transizione ecologica
Transizione energetica
Scuola Educazione Parità scolastica
Salute e bioetica Fine vita Utero in affitto Aborto
Chiesa Cristianesimo Leone XIV Papa Francesco Benedetto XVI Luigi Giussani Comunione e Liberazione
Comunione e Liberazione
Società Intelligenza artificiale Pensiero woke
Intelligenza artificiale
Newsletter e rubriche La preghiera del mattino Lettere al direttore La borsa e la vita Squalo chi legge Casca il mondo Cinema Fortunato Il Deserto dei Tartari Memoria popolare Esserci Tentar (un giudizio) non nuoce Il Paese dei Normali Libri in povere parole
La preghiera del mattino
Il Deserto dei Tartari
Tentar (un giudizio) non nuoce
Libri in povere parole
Sfoglia Tempi Sfoglia Tempi digitale Febbraio 2026 Gennaio 2026 Dicembre 2025 Novembre 2025 Ottobre 2025 Settembre 2025 Agosto 2025
Sfoglia Tempi digitale
Home » Blog » Applausi meritati
A 21 anni si porta addosso l’onore e onere di essere “il Dio dei quadrupli”. Lo statunitense Ilia Malinin doveva vincere l’individuale maschile di pattinaggio di figura. È l’unico atleta al mondo in grado di completare un quadruplo axel, alle Olimpiadi di Milano Cortina l’oro gli spettava per un diritto acquisito di eccellenza e aspettative. È caduto due volte, classificandosi ottavo. Ne è seguito il clamore che tocca a chi fallisce “in grande”, non una sbavatura o due, ma proprio un crollo. Sugli spalti, a guardarlo, c’era la ginnasta Simone Biles che tanto avrebbe da dire in merito. Si è moltiplicata la retorica contro la pressione da performance, artefatta tanto quanto quella che ci sorbiamo, di solito e ovunque, sul dare il meglio di sé. Asfissiati dalla logica dei talent show, controbilanciamo con antidoti romantici sul bello di fallire. Ma lo sport è un contesto diverso, da cui in molti casi potremmo imparare che la competitività non è la brutta bestia del mors tua vita mea. Una ...
Le parole che siamo noi
Teresa, operatrice Adi
Se Macron si gioca Lagarde
Rojava, la fatica della mediazione
Iscriviti alla newsletter
Dichiarazione di accessibilità
Sfoglia Tempi digitale
Abbonati con carta di credito
Abbonati con bonifico/bollettino
Regala un abbonamento full
Regala un abbonamento digitale