Uno sciopero politico al giorno toglie il sindacato di torno…

Articolo 40 della Costituzione: “Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano”. E sempre nell’interesse dei lavoratori, aggiungerei io… Forse vale la pena di ricordarlo vista la deriva che, purtroppo, mi pare stia prendendo la Cgil a guida Landini in vista dell’avvicinarsi delle elezioni politiche che si terranno tra meno di un anno e mezzo.

A chi, come me, ha dedicato una vita di studio al diritto del lavoro dispiace di dover registrare che una grande forza sindacale abbia scelto - ma non è la prima volta - la strada del consociativismo politico con la sinistra, invece di concentrarsi per davvero sulla tutela dei diritti dei lavoratori, oggi più che mai necessaria alla luce dei formidabili cambiamenti del sistema produttivo e dell’economia che la stagione post Covid e il clima di tensione mondiale stanno ponendo in essere con una rapidità senza precedenti.

Se forse a Landini questa strada conviene - il suo mandato non è eterno e almeno uno scranno in Parlamento può fargli comodo - ho dei seri dubbi che faccia bene alla Cgil e alla popolarità stessa dei sindacati in generale, peraltro da parecchio tempo in caduta libera. Lo dimostrano i numeri delle adesioni alla raffica di scioperi che, a ritmo sempre più serrato, Landini va proclamando.

Ultimo, in tutti i sensi, lo sciopero generale del 12 dicembre scorso: un vero e proprio flop, con una percentuale di adesione media nazionale che non ha raggiunto nemmeno il 5%!

Al di là di qualche goffo tentativo - come calcolare nel numero degli aderenti pure i pensionati (!) - sta di fatto che alla manifestazione di venerdì scorso non ha aderito neppure la metà persino dei lavoratori iscritti al sindacato guidato da Landini, evidentemente stanchi di perdere giorni di stipendio........

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