Ripensare il Mezzogiorno, per costruire il suo futuro

Ripensare il Mezzogiorno, per un futuro diverso. È vero che a far vincere il “no” al referendum siano stati il Sud e i giovani al di sotto dei 35 anni. Continuare a dire che ne siano stati gli elementi determinanti è obiettivamente eccessivo. Per vincere, infatti, il “no” ha dovuto fare affidamento sui diretti interessati, ovvero i magistrati. Su quanti, insomma, avevano interesse a che tutto restasse così com’era.

Indubbiamente, in vista del voto del 2027 – e non solo per motivi elettorali, bensì per cominciare a dimostrare finalmente che il Sud e i giovani, per il centrodestra, non rappresentano soltanto un “cestello” raccogli-voti, ma una realtà importante e significativa per la crescita del Paese – servono i fatti, però, e non le chiacchiere vuote a perdere che hanno riempito i 165 anni trascorsi dalla falsa unità d’Italia a oggi. Perché proseguire, come ha proposto qualche collega sulla strada di presunte “grandi” conferenze stampa, per raccontare il successo della Zes unica – che c’è, ma di cui nessuno riesce ad avere consapevolezza perché la stragrande maggioranza dei media italioti è tutta schierata dall’altro lato della barricata e ripete a pappagallo le menzogne della sinistra, mentre agli italiani arrivano soltanto quelle – che, sommate al contributo di chi è pregiudizialmente contro la........

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