Gli italiani meritano di più di un'opposizione scarrupata |
Riusciranno mai il campo (santo) e alleati vari ed eventuali ad accorgersi che ciò che raccontano non è mai quello che davvero avviene in questo Paese? Evidentemente, no. Tant’è che – visti i risultati che ne sono scaturiti – ancora una volta la narrazione che hanno fatto del suo esito, assumendolo a proprio merito e chiedendo al governo di dimettersi, è quella che loro avrebbero voluto fosse, ma non quella che si è verificata.
E, per averne consapevolezza, basta approfondire un po’ i numeri usciti dalle urne. Certo, il “no” ha vinto – nessuno può negarlo – ma loro – e anche questo è assolutamente incontrovertibile – hanno perso, anche se continuano ad affermare il contrario e vorrebbero farne conseguire le dimissioni del governo.
Tant’è che, in previsione di questa eventualità, subito dopo il voto è ripartita la lotta alla leadership della coalizione fra Conte e Schlein. E, in tale ottica, Giuseppi – per recuperare il rapporto con Trump, pensando che possa tornargli utile – è andato a pranzo con il suo inviato Zampolli, infliggendo l’ennesimo colpo alla sinistra anti-Usa (se Napoleone lo avesse conosciuto lo avrebbe apostrofato come fece con il signor de Talleyrand: “La cosa che più mi turba del signor Conte non è che qualche volta tradisce. È che qualche volta è........