Il leader “chiavi in mano” e il gioco delle poltrone girevoli |
Ogni stagione politica ha il suo prestigiatore, un volto nuovo estratto all’improvviso dal cilindro della disillusione collettiva, che sale sul palco e comincia a distribuire verità preconfezionate. E noi, puntualmente, ci ritroviamo affascinati da questi sconosciuti che costruiscono consenso sulla fiera dell’ovvio. Ma cosa ci spinge a cadere, ogni volta, nella trappola del messia di turno? La risposta sta in una stanchezza profonda, abilmente intercettata da macchine del consenso sempre più sofisticate. Il copione è ormai noto. Basta una comparsata televisiva riuscita, un video virale o un momento mediatico favorevole, ed ecco comparire, quasi per magia, un nuovo partito. Sigle nate per convenienza elettorale, contenitori costruiti attorno a un nome più che a un’idea.
La domanda........