Da Tatarella al caso Garlasco e ai calcoli sul “ponte” che verrà

Gentile Direttore, ricordo   quel che una volta mi disse il famoso  politico Pinuccio Tatarella, quando ci siamo incontrati a Napoli, io capogruppo di Forza Italia alla Regione, lui editore di questo glorioso giornale che mi ospita ogni settimana, e grande esponente di una Destra illuminata che lo portò alla cofondazione di “Alleanza Nazionale”, e all’incarico governativo di vicepresidente del Consiglio nel primo Governo-Berlusconi. Alla mia osservazione sul modo di divulgare dai mass-media, che in quel periodo ospitavano in prima pagina solo le “cene Galanti” di Berlusconi, invece di occuparsi principalmente della “rivoluzione digitale”, che già allora preconizzava il cambiamento radicale dei costumi  degli uomini e donne di tutto il mondo; o la fine della “Guerra fredda” con i conflitti nei Balcani, o, ancora più “rivoluzionaria”, la nascita dell’Euro nel 1999, mi rispose con quella calma e carisma che gli erano abituali: “Caro Presidente (di Gruppo) Bianco, il problema più serio che ogni giornalista, specie il direttore di un giornale, deve affrontare è quello di anticipare il giorno prima per il giorno dopo quel che più interessa il........

© Roma