Un giudizio indiretto di Napoli attraverso i suoi giudicatori |
Durante la mia passeggiata con il premio Goncourt Dominique Fernandez, lo scrittore si chiede se non ci sia nell’aria un ingrediente speciale che faccia amare Napoli alle persone di qualità visto che, seppur evidenziandone le criticità, continuano ad amare la città. Primo fra tutti troviamo Alexandre Dumas, che si mostra molto severo nei confronti della società governata da Ferdinando e Maria Carolina nel suo ultimo romanzo, intitolato “La San Felice”, la duchessa torturata e poi giustiziata dal potere borbonico… come tutte le persone “illuminate” della classesuperiore che gli si opposero. “Una rara aristocratica ad avere cultura, spirito e cuore”.
Dumas si identificò, tuttavia, completamente con Napoli e il suo disordine, la sua follia, la sua allegria nonostante la sventura che la colpisce spesso. Io stesso ho sentito nella mia vita quotidiana la priorità data dalla popolazione alla vita e alle persone: «paese della sensazione», secondo le parole di Alexandre. Eppure, egli denunciò i peccati della città, compresi quelli del popolo della classe più bassa, i “lazzaroni”. Essi rimisero il re sul trono e parteciparono di loro iniziativa all’orribile........