Dietro il sogno europeo: la precarietà della “Eu bubble”

Negli ultimi giorni il concorso Epso Ad5 2026 per funzionari europei è stato al centro del dibattito pubblico. A colpire è soprattutto un dato: su 174.922 aspiranti funzionari europei79.450 sono italiani, circa il 45 per cento. Un numero che sembra dire molto sul mercato del lavoro nostrano, un po’ meno sullarealtà professionale di Bruxelles. Questa cifra viene spesso interpretata come la prova dell’attrattività delle carriere europee: stipendi elevati, ottime prospettive di crescita, buone tutele sociali. Tutto vero. Un funzionario europeo al livello Ad5 può guadagnare circa 6.150 euro lordi al mese, a cui possono aggiungersi diverse indennità, eventuali assegni familiari e una solida copertura sanitaria. Tenendo conto della tassazione comunitaria, la retribuzione netta mensile può superare i 5.000 euro, a seconda della situazione personale. Eppure questa narrazione rischia di idealizzare eccessivamente la cosiddetta “Eu bubble”.Chi ha trascorso anche solo qualche anno a Bruxelles lo sa bene: il mondo delle istituzioni europee, e più in generale l’ecosistema professionale della capitale dell’UE, è molto più complesso e meno stabile di quanto spesso si immagini dall’esterno. Il concorso Epso rappresenta infatti solo una parte di questo sistema. Nel caso del concorso Ad5, i candidati competono per entrare in una lista di riserva di circa 1.490 persone, il serbatoio da cui le stesse istituzioni attingeranno per future assunzioni. Secondo diverse stime, poco piu della........

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