Ucraina, Iran, Usa: torna la diplomazia |
Si riprende a far sul serio, dopo due settimane nelle quali gli affari esteri che interessano segnatamente noi occidentali sono parsi defilati.
Con un Trump che straparlava più del solito, bersaglio di un tiro incrociato da Unione europea (causa Groenlandia); sparatorie a Minneapolis e contorni di proteste, sfilate di star e radical-pop; film-flop su Melania per vedove stravecchie e inconsolabili ma ormai introvabili soprattutto nelle urne; e sondaggi in picchiata per il partito dell’elefantino con rimonta del somarello (vedi le ultime elezioni locali).
Due settimane nelle quali gli alleati curdi - impegnati fino a ieri nella sorveglianza dei terroristi dell’Isis e delle loro famiglie - ci sono apparsi traditi per l’ennesima volta, sacrificati ai regimi di Turchia e Siria; la “Invencible Armada” Usa giunta in vista delle coste iraniane ha rallentato indecisa quasi riflettesse l’incubo, non di un ricorso storico made in 1588, ma del raid di Jimmy Carter nel 1980; e i negoziati sull’Ucraina inghiottiti dalle sabbie mobili dell’inconcludenza.
Per trovare qualcosa di nuovo, di appetibile per i lettori, ‘Le Monde Diplomatique’ si apriva con l’ennesima fase terminale del sistema comunista a Cuba, dissanguato del petrolio venezuelano........