Iran: Trump ci riprova, però… Ucraina: Sofia guarda a Mosca |
Benjamin Nethanyahu mastica amaro perché “il lavoro non è stato completamente fatto”, ma Donald Trump ha inviato per la seconda volta a Islamabad il suo vice D.J. Vance, spalleggiato da Steve Witkoff e Jared Kushner. Un nuovo fallimento delle trattative significherebbe un’offesa grave, il rischio della “guerra totale”.
L’ha paventata, ma la sua tattica negoziale – che tanto irrita e confonde gli osservatori - è indecifrabile, c’è da aspettare che i giochi siano quasi fatti. Avvertii i lettori l’altr’anno: ‘c’è da farci l’abitudine senza avventurarsi in profezie. “Sono pronto a incontrare i leader iraniani se c’è una svolta - ha promesso il capo della Casa Bianca - L’Iran si sbarazzi dell’arma nucleare, ha un grande potenziale”… e come indicano “i risultati in Venezuela, di cui i media non amano parlare, i risultati in Iran saranno sorprendenti… Se i nuovi leader saranno intelligenti, l’Iran avrà un futuro grande e prospero”.
Poi il mònito: “Offriamo un accordo equo, lo accettino. Altrimenti distruggeremo ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran”. Qualche giorno fa il ‘Council on foreign relations’ ha definito la decisione di George W. Bush junior di invadere l’Iraq di Saddam Hussein, il 28 febbraio del 2003, la più sciocca mai presa da un presidente nella storia........