Lo “spirito di Napoli” e il santo di Assisi |
In una città dove immaginazione e fantasia sono pane e companatico quotidiani, lo “spirito di Napoli”, a chi non è addentro a tante cose, giova ricordarlo, può far pensare a molte altre cose. Per esempio anche a un “folletto”, a uno di quei fantasmi che, da sempre, si fanno aggirare in antichi e disabitati palazzi gentilizi per trarne esilaranti commedie e morali amare. No, lo “spirito”, appena citato, è tutt’altra cosa: è un prezioso “piano strategico”, una “road map” per la salvaguardia e la migliore fruizione del patrimonio culturale nella sua interezza. Stilato, codificato, un atto conclusivo dei lavori della Conferenza internazionale Unesco svoltasi a Napoli, nel novembre 2023, sulla “Protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale”.
Una svolta innovativa, perché parte dalla indispensabile stretta relazione tra “natura, cultura, sia materiale che immateriale, e la creatività”. Insomma per concorrere a favorire un approccio “olistico”, ne riporto il testuale e “ostico” aggettivo del documento- cioè........