“Campo largo” alle corde, avanza la fronda civica

Nel 1994 la discesa in campo di Berlusconi fu preceduta da una capillare indagine per testare e valutare l’opportunità o meno della scelta, le probabilità di successo con uno schieramento di centrodestra, da sfida impari e però poi vincente in un contesto politico particolare, che pareva invece premiare la sinistra, graziata da Mani Pulite.

Tra i consiglieri di Berlusconi più ascoltati, naturalmente dopo mamma Rosa, vi fu Don Gianni Baget Bozzo. Un sacerdote coltissimo e coraggioso, un opinionista capace di far tacere i più saccenti con la parola e gli scritti. Uomo di chiesa, che si rivolgeva direttamente al Signore, non fidandosi delle gerarchie e queste di lui. Berlusconi ne apprezzava la libertà di pensiero, essendosi candidato contro tutti, nella lista del Psi di Craxi e poi, a 69 anni, nuovamente in politica, al suo fianco, nel debutto elettorale vincente di Forza Italia contro la gioiosa macchina da guerra di Occhetto.

Tra le tante cose buone e giuste che gli confidava, spesso ricordava a Berlusconi una riflessione molto interessante: “La politica nel nostro Paese tornerà solo dopo la scomposizione della........

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