Referendum ad alta tensione, avvocati per il No: indecisi con noi /

"Guardi, tutto è iniziato da quel post perché, fino a quel momento, c’era stata una narrazione dell’Avvocatura, gestita dall’Unione delle Camere penali, che portava a considerare che tutti gli avvocati fossero a favore della riforma. All’atto costitutivo eravamo in undici, a distanza di otto settimane siamo mille e copriamo tutti i distretti di Corte d’Appello in Italia. La nostra è stata una piccola operazione di verità, abbiamo svelato una situazione che era meno granitica di quello che si pensava".

Ma non c’è bisogno di un ‘giudice terzo’ come sostengono i fautori del Sì?

"Questa del giudice terzo secondo me è una battaglia ideologica, non è una esigenza effettiva della giustizia, è un falso problema. Il giudice terzo già esiste. Quasi nel cinquanta per cento dei casi il giudice nel dibattimento dà torto al pubblico ministero. Nella fase delle indagini ci può essere il Gip che copia il pubblico ministero, ma sono casi rari ed è un problema di serietà, non lo risolvi con le leggi: se uno non ha voglia di lavorare non è che gli viene perché fai due Csm. Può poi accadere che il Gip si allinei concettualmente, non perché copia, al pm, ma questo deriva dal fatto

che abbiamo un Codice che ha completamente tagliato fuori il difensore dalla fase delle indagini".

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La riforma del Csm, sorteggio compreso, serve, si dice, a contrastare la degenerazione correntizia. Lei che cosa ne pensa?

"Il problema di fare due Csm, al di là di tutti i problemi che derivano dal come sono costruiti, è

che si rischia di creare un pm non più parte come è ora, ma di parte, cioè di educare il pubblico ministero a una cultura dell’accusa, quando abbiamo bisogno di un pm che sia equilibrato. Questo è l’interesse dei cittadini, soprattutto nella fase delle indagini preliminari, c’è bisogno di un pubblico ministero che sia più giudice che pm, perché è lui che decide l’ottanta per cento delle cose. Il sorteggio, poi, è un metodo inaccettabile e anche abbastanza irrispettoso. Quando tu hai a che fare con un organo di rilevanza costituzionale non puoi stabilire che si debba usare il metodo della tombola di fine anno. Le correnti sono associazioni lecite, le degenerazioni ci sono anche nei partiti, ma nessuno si è mai sognato di eleggere per sorteggio i rappresentanti della politica. Inoltre, il sorteggio deve avere le stesse regole per tutti, non è che puoi fare il sorteggio puro per i magistrati e il sorteggio ‘truccato’ per gli altri: sarebbe come dire giochiamo a pallone, io mi scelgo i giocatori della mia squadra e tu prendi i primi dieci che passano. Questo dimostra che c’è una volontà da parte della politica di mantenere, quantomeno nella scelta, una posizione di privilegio e

quindi di forza all’interno del Csm".

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Come sta andando la campagna referendaria?

"Giro molto, le persone capiscono e comunque il No è anche il voto degli indecisi: se io non ho capito come si vuole cambiare la Costituzione non ti permetto di cambiarla e per non permetterti di cambiarla devo votare No, non devo stare a casa perché qui, come sappiamo, il quorum non c’è".


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