Donna decapitata nella cascina abbandonata, caccia al mostro di Scandicci: ritrovato un machete
Scandicci (Firenze), 19 febbraio 2026 – Scandicci scopre un altro mostro che avrebbe selvaggiamente ucciso una donna, decapitandola. La vittima, sui 30-40 anni, non ha ancora ufficialmente un nome, anche se tutto lascia pensare, dagli accertamenti svolti sinora, che si tratti di una senza fissa dimora di origine straniera.
L’orrore nell’area dell’ex Cnr
L’orrore si è consumato nell’area dell’ex Cnr, buco nero d’incuria e degrado nel cuore del rinato centro della città più grande dell’hinterland di Firenze.
Qui, intorno all’ora di pranzo, è stato notato il cadavere straziato, ed è partito l’allarme ai carabinieri della compagnia locale. Poi sono arrivati i militari della sezione investigazioni scientifiche e i colleghi del reparto operativo del comando provinciale di Borgognissanti, guidati dal tenente colonnello Angelo Murgia.
L’ipotesi è omicidio volontario
Il pubblico ministero di turno, Alessandra Falcone, ha diretto personalmente il sopralluogo. L’ipotesi che prevale, a giudicare anche dalle condizioni in cui è stato trovato il corpo, è indubbiamente quella dell’omicidio volontario. A lungo, ieri, è stata cercata l’arma anche nei cestini posti all’ingresso dell’area che confina con il parco dell’Acciaiolo, polmone verde cittadino per il jogging o per far scorrazzare i cani.
Un’arma da taglio, dalla lama importante, con cui l’assassino, o gli assassini, hanno letteralmente reciso la testa della donna, rinvenuta vicino al corpo.
Durante le ricerche è stato rinvenuto una grossa arma tagliente, tipo machete, che potrebbe essere compatibile con quello usato dall’assassino.
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E l’oggetto rappresenta anche un punto da cui partire per cercare tracce biologiche di chi lo ha impugnato e usato per consumare l’efferato delitto. La vittima, secondo quanto si apprende, si presentava con i vestiti addosso, ma il lavoro del medico legale non sarà semplice: oltre a ricostruire la modalità e la manualità di chi avrebbe praticato l’atroce taglio, dovrà dare un’epoca alla morte. Che, dalla prima ricognizione esterna, potrebbe risalire a due, tre giorni prima del rinvenimento del corpo. Ma sarà appunto l’autopsia a stabilirlo con maggiore esattezza.
L’autopsia per chiarire il giorno del delitto
Per tutta la giornata di ieri, la polizia municipale di Scandicci ha perimetrato la zona interessata dai rilievi: davanti alla vecchia cascina che una volta era uno degli immobili che componeva il Centro Nazionale Ricerche, oggi abbandonata ma ciclicamente popolata da chi cerca un riparo anche solo per consumare droga, ci sono infatti due scuole, e l’arrivo delle forze dell’ordine ha catturato la curiosità degli studenti, nonché dei numerosi frequentatori del parco dell’Acciaiolo.
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Massimo riserbo tra gli inquirenti, che si stanno muovendo su più fronti: quando sarà superato quello dell’identificazione ufficiale della donna, potranno dedicarsi esclusivamente alla ricerca di chi avrebbe commesso quella che pare una brutale esecuzione. E il perché di questa violenza che, a queste latitudini, ha pochi precedenti. Si cerca un aiuto nelle telecamere, assenti in quel punto ma presenti nel perimetro esterno. Si scava negli ambienti della droga e della prostituzione.
L’area dell’ex Cnr, vicina al centro ma anche al capolinea della tramvia, è anche un albergo per disperati, che soprattutto quando calano le tenebre diventa terra di nessuno.
Esattamente due anni fa, sotto quello stesso diroccato, si consumò la violenza sessuale di una donna.
Dei blitz effettuati dalle forze dell’ordine si è perso il conto. Ma la situazione dell’ex Cnr resta questa: nonostante le finestre murate, le vecchie cascine restano un posto facilmente accessibile per chi vuole eclissarsi. Ma il salto di qualità compiuto dalla criminalità a venti minuti di tramvia dal cuore di Firenze, non può far stare tranquilli.
