Milano e l’eredità dei Giochi, parola all’assessore Sacchi: “Il Pil crescerà dell’1,7% e la cultura sarà più ricca” |
Milano, 18 febbraio 2026 – Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano, le Olimpiadi partite con il botto, vanno verso la conclusione con buoni riscontri. Quale sarà il lascito culturale per la città?
"Lasceranno diversi tipi di legacy. C’è un effetto, incontestabile, sull’indotto, per cui possiamo parlare di Olimpiadi dei numeri. Assolombarda ha sottolineato che c’è l’1,7% del Pil da attestare ai Cinque cerchi. Poi c’è un lascito che riguarda le strutture realizzate ad hoc. L’Arena Santa Giulia diventerà un luogo per i concerti e contribuirà ad arricchire la vita culturale della città. Poi c’è anche un’eredità artistica, con diversi progetti realizzati in modo da poter accogliere il pubblico internazionale in città. Come il percorso leonardesco al Castello Sforzesco, il multimediale su Leonardo e gli Sforza e il riallestimento della Pinacoteca dei leonardeschi. Si tratta di un’eredità strutturale, e l’apertura della Sala delle Asse al termine del cantiere, nella primavera del 2027, sarà un grande regalo ai milanesi, che legherà ancora più saldamente la figura di Leonardo a Milano”.
Manca circa un anno alla fine del mandato. Volata finale, quali sono le novità?
“Stiamo facendo un lavoro incredibile. E mi piace raccontare che nei giorni scorsi, prima di volare a Parigi per portare la grande mostra su Leonora Carrington, ho presieduto a una riunione che ha raccolto le figure apicali del Comune, di varie aree, dal Demanio alla Cultura e al Verde, durante la quale abbiamo sondato lo stato di avanzamento del più grande piano infrastrutturale della Cultura dal secondo Dopoguerra. Un elenco di 25 opere che comprende grandi e piccole infrastrutture, dalla Palazzina Liberty alla Beic, al completamento del secondo Arengario. Una pianificazione straordinaria che vale oltre 400 milioni di euro”.
Quali sono gli interventi che racconteranno la Milano del futuro?
“Le biblioteche sono state, dall’inizio del mandato, la mia “ossessione“. La Beic sarà finita entro il 31 dicembre del 2026, e sarà un’importante infrastruttura culturale per la città. Le biblioteche (non dimentichiamo il Lorenteggio e Sant’Ambrogio) passeranno da 23mila metri quadrati a 50mila. C’è un dato che mi rende orgoglioso, ed è l’utenza cresciuta del 4% all’anno. Il 20% sono utenti minorenni”.
Nel piano sui cantieri nuovi e già aperti, figurano tante strutture, dall’ex Cinema Orchidea alle caffetterie di Palazzo Morando e Moriggia. Quali sono le priorità?
“Tutte! Ma volendo essere realistici dico che la Palazzina Liberty la riapriremo entro ottobre, dopo un restauro molto attento, un omaggio dovuto a Dario Fo nel centenario della sua nascita. La Goccia in Bovisa, su progetto di Renzo Piano, nell’ex area del gasometro: una porzione andrà ad accogliere le scuole civiche. Il piazzale della Fabbrica del Vapore entro la fine del mandato sarà piantumato e diventerà un grande polmone verde del quartiere. Aggiungo l’ex Cinema Orchidea che riaprirà entro gennaio 2027 come cinema, centro culturale e caffetteria”.
“Il mio sogno era di presentare alla città l’Arengario2. Ma per via degli stop dovuti ai ricorsi non sarà possibile”.
Milano resta una città a due velocità...
“Tema delicato... Abbiamo cercato di tenere insieme la spinta sulla crescita e l’attenzione sui bisogni. Quelli accennati non sono progetti elitari, sono servizi di base. La Beic sarà la nuova biblioteca centrale milanese: aperta, libera, gratuita”.
Sogna un altro mandato?
“Desidero finire al meglio questo. Ci aspetta un anno impegnativo. Poi si vedrà”.