Annullato evento con Leila, l’attivista iraniana che ha fermato il corteo per la pace

Leila Farahbakhsh, l'iraniana che ha fermato il corteo di pacifisti a Firenze

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Firenze, 3 marzo 2026 – In Iran c’è la guerra e per Leila Farahbakhsh parlare con la sua famiglia è diventato quasi impossibile. Ogni chiamata è un tentativo, ogni messaggio una speranza. La sua famiglia è rimasta lì, in un Paese attraversato dai bombardamenti.

Leila, attivista iraniana esule a Firenze da 15 anni, domenica ha interrotto la manifestazione sui lungarni contro l’intervento militare degli Stati Uniti. Quando ha visto il corteo sfilare contro l’intervento americano non è riuscita a restare in silenzio. “Ora parlo io, voi dove eravate finora?”, ha detto ai manifestanti. “Per anni abbiamo chiesto aiuto alla comunità internazionale. Non potevo accettare che accanto a me si parlasse di una realtà che non è quella che vivono i miei familiari”.

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"Chi guida l’Iran oggi non capisce la diplomazia”

Quale realtà lo racconta subito: “Internet funziona a tratti, le linee telefoniche anche, appena scoppiata la guerra i miei familiari mi hanno chiamato e mi hanno detto: se non riusciamo più a comunicare non preoccuparti, siamo al sicuro”. In questi anni ha visto “amici arrestati, giovani uccisi o accecati durante le proteste, medici fermati per aver curato i feriti. A gennaio ci sono state centinaia di esecuzioni”. Respinge l’etichetta di estremista che alcuni manifestanti le hanno attribuito. “Mi hanno detto che sono per la dittatura. No, io sono per la democrazia. Ma chi guida l’Iran oggi non capisce il linguaggio della diplomazia. Io non voglio la guerra, ma il popolo iraniano non può morire a mani nude perché a qualcuno non piacciono gli americani. Ripeto: non ce l’ho con un’associazione in particolare ma con chi negli ultimi 40 giorni è rimasto in silenzio”. Racconta che da settimane, in Iran, la gente faceva scorte alimentari. “Ci svegliavamo alle due di notte sperando di sentire il rumore degli aerei”.

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Intanto, proprio ieri, il giorno dopo aver fermato il corteo, è arrivata una telefonata: l’incontro pubblico “Essere donna nell’Iran di oggi”, in programma giovedì 5 marzo a palazzo pretorio di Barberino di Mugello, è stato sospeso. “Mi hanno chiamata dicendomi che l’appuntamento slitterà”, racconta. Poi aggiunge, senza nascondere il dubbio: “Forse però è stato annullato perché ho detto qualcosa che non piace...”.

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A chiarire le ragioni del rinvio è la presidente dell’Università dell’Età libera del Mugello, Fiorenza Giovannini, che ha promosso l’iniziativa. “Essendoci una situazione politica in evoluzione in Iran abbiamo preferito rimandare per impostare meglio il lavoro di approfondimento sulla questione. Volevamo avere una cognizione maggiore della situazione. Abbiamo molta stima di Leila, l’incontro è stato rinviato per offrire un quadro più completo e non veicolare messaggi fuorvianti”. La presidente ricorda anche che l’associazione ha partecipato ai cortei di Donne, vita e libertà e ad altre iniziative a sostegno del popolo iraniano, così come l’associazione Donne insieme per la Pace ieri le ha risposto: “Non siamo mai state indifferenti alla violenza della teocrazia iraniana”.

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