Cuore ‘bruciato’ trapiantato al bimbo: “Ne serve uno nuovo, resta poco tempo”. Il ministero invia gli ispettori

Napoli, 13 febbraio 2026 - Sei persone iscritte nel registro degli indagati, medici e paramedici, il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che ha promesso un'indagine della Direzione generale per la tutela della Salute della Regione Campania, come del resto lo stesso Ministero della Salute è pronto a inviare gli ispettori, e la procura che ha sequestrato il box con il quale i medici hanno trasportato il cuore lesionato, ma tutto ciò non cambia la vera emergenza: c'è un bambino di due anni attaccato alle macchine che attende di tornare a vivere una vita normale, serve un cuore sano.

"Serve un cuore, resta poco tempo”

Lo scorso 23 dicembre al piccolo è stato trapiantato un cuore danneggiato dal ghiaccio secco, utilizzato in luogo del ghiaccio normale durante il trasferimento da Bolzano a Napoli. ‘Bruciato’, ma l'operazione è stata eseguita comunque. Poi, come racconta la madre, la signora Patrizia Mercolino, dalla speranza all'incubo: "Qualche giorno dopo il trapianto ci hanno chiamato e ci hanno detto che il cuoricino nuovo non partiva. Quindi mio figlio doveva essere attaccato a un macchinario per l'ossigenazione extracorporea del sangue in attesa di un nuovo organo". La madre, tramite il legale Francesco Petruzzi, ha lanciato nuovamente l'appello: "Aspettiamo con ansia un organo nuovo per lui. Le ore passano e c'è poco tempo". E la sua rabbia: "Quello che è accaduto è gravissimo. Si stanno configurando lesioni colpose gravissime. Speriamo la figura di reato rimanga tale e non venga derubricata", ha spiegato il legale.

“Ghiaccio secco a -75 gradi: arrivato congelato e bruciato”

Il legale Petruzzi ha spiegato a Storie Italiane della Rai: "Dobbiamo capire come è stato possibile non distinguere del ghiaccio freddo (secco, ndr) che ha una temperatura di -75 gradi rispetto al ghiaccio ordinario che va dai zero ai 4 gradi: il cuore è arrivato congelato, bruciato da ustioni da freddo". Aggiungendo: "Non è chiaro chi abbia materialmente confezionato il box per trasportare il cuore, i reati di natura colposa sono anche di natura omissiva e non solo di natura attiva: dato che il dovere di vigilare era dell'istituto ricevente, cioè del Monaldi, chi è partito dal Monaldi per andare a espiantare e a prendere il cuore anche se materialmente non ha preparato il box doveva comunque vigilare sulla preparazione del contenitore".

Indagini su modalità di trasporto dell’organo

Intanto l'indagine prosegue con i componenti dell'equipe dell'ospedale Monaldi di Napoli che hanno effettuato l'espianto dell'organo a Bolzano, per poi trapiantarlo nel capoluogo campano, accusati di lesioni colpose. La procura di Napoli insieme con i carabinieri del Nas di Trento e del Nas di Napoli, stanno verificando il rispetto dei protocolli, quindi il confezionamento e il trasporto dell'organo, giunto via terra a Napoli. Il focus è sulle modalità di trasferimento dell'organo, sui contenitori e sul materiale utilizzato per tenerlo nel range delle temperature previste dal protocollo. I militari hanno già sequestrato del box utilizzato, tenendo presente che è stato usato ghiaccio secco al  posto del ghiaccio normale per la conservazione.

Fico: “Ho attivato un’ispezione”

"Voglio esprimere a nome mio e della Giunta regionale della Campania la più profonda vicinanza alla famiglia del bambino ricoverato al Monaldi. Sono ore di grande apprensione e sofferenza. È una vicenda gravissima e dolorosissima su cui andrà fatta piena luce", si legge in una nota del presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che assicura un'indagine approfondita: "In considerazione dell'estrema gravità del quadro che è andato emergendo, ho disposto l'attivazione dei poteri ispettivi e conoscitivi previsti in capo alla Direzione generale per la tutela della Salute della Regione Campania. Occorre fare totale e assoluta chiarezza su ciò che è successo e accertare ogni responsabilità. Con massima trasparenza e determinazione".

E Roma manda gli ispettori a Bolzano

Anche il Ministero della Salute ha disposto l'invio di ispettori all'ospedale di Bolzano, dove è stato espiantato il cuore, si apprende da fonti del Ministero. Anche gli ispettori del ministero indagheranno sul traporto, sulla decisione errata dell'intervento con l'organo danneggiato.


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