Nuovo scoop su Andrea. “Massaggi e spese extra con soldi pubblici, rimborsi choc all’ex principe”

Londra, 23 febbraio 2026 – Nuove ombre si allungano sull’ex principe Andrea, già al centro di un’inchiesta giudiziaria nel Regno Unito per il suo rapporto con Jeffrey Epstein, il finanziere morto suicida in carcere. A tre giorni dall’arresto del terzogenito di Elisabetta II, indagato per presunte rivelazioni al faccendiere americano, la BBC ha raccolto confidenze di ex alti funzionari britannici che aggiungono nuove indiscrezioni con potenziale rilievo penale, riguardo alle ‘abitudini’ dell’ex duca del York nel periodo in cui ricoprì il ruolo di emissario commerciale del governo di Londra. Correva l’anno 2010-2011.

In base alle testimonianze raccolte, durante le sue missioni pubbliche Andrea Mountbatten-Windsor addebitava regolarmente ai contribuenti del Regno Unito le spese personali per “massaggi” e altri “extra” consumati nei  viaggi. 

Un ex dipendente del ministero del Commercio, protetto dall'anonimato, ha rivelato all'emittente pubblica,  di essersi opposto a suo tempo alla richiesta di rimborso per “servizi di massaggio” presentata da Andrea dopo una missione in Medio Oriente, ritenendola inappropriata. "Dissi chiaramente che non dovevamo pagare, ma i vertici del ministero mi scavalcarono e il conto fu saldato comunque con soldi pubblici", ha rivelato la fonte. Il ministero chiamato in causa non ha smentito le accuse, limitandosi a rimandare all'inchiesta di polizia in corso. Intanto l'ex ministro conservatore Tom Tugendhat ha invocato un'inchiesta parlamentare per "tradimento" nei confronti di Andrea, alla luce dei rapporti col finanziere. 

Un'altra fonte, un ex alto funzionario di Whitehall che supervisionava i finanziamenti, si era accorto di spese simili per i viaggi di Andrew e afferma di essere rimasto scioccato dall'entità eccessiva delle spese di Andrea in qualità di inviato, compresi quelle per voli superflui e un numero irragionevole di camere d'albergo e costi per il suo entourage. “Non potevo crederci... era come se non fossero soldi veri, non spendessero soldi loro”, ha detto l'alto funzionario, a cui, nonostante avesse la responsabilità finanziaria per il suo ruolo, sembrava che ci fosse poco controllo sulla spesa o sulla corretta tenuta dei registri. Secondo lui, i costi erano stati suddivisi in budget diversi e c'era poca certezza su chi facesse parte dell'entourage di Andrew. Il personale era inoltre deferente e non si opponevano alle sue richieste, aggiunge: i viaggi dell'ex principe non venivano esaminati accuratamente.


© Quotidiano