”Papà è ancora qui”, scrisse un libro per aiutare i figli a superare la morte del padre. Ora sarà processata con l’accusa di aver ucciso il marito col Fentanyl |
Roma, 23 febbraio 2026 - In Utah una donna che aveva scritto un libro per aiutare i propri figli a superare il trauma della perdita del padre finirà a processo con l’accusa di aver avvelenato il marito con una dose letale di Fentanyl. L’incredibile giallo è raccontato dalla Cnn sul suo sito. Kouri Richins si è sempre proclamata innocente, ma i pm sono convinti che abbia ucciso Eric Richins per interesse economico e nella prospettiva di cambiare vita con un altro uomo. Kouri, 35 anni, inoltre avrebbe gravi problemi di natura finanziaria per sua attività immobiliare.
Il trentanovenne Eric venne trovato morto nella loro camera da letto, proprio dalla moglie, nelle prime ore del mattino del 4 marzo 2022, ricorda la Cnn. L’autopsia svelò che aveva nel sangue Fentanyl pari a 5 volte la dose letale. Ma il racconto non ha convinto gli investigatori, che l’hanno accusata anche di aver già tentato di uccidere il marito il giorno di San Valentino, nella loro casa a Kamas, fuori Salt Lake City.
Uno dei punti da chiarire è la tempistica della chiamata al 911, dopo la morte del marito. Lei ha riferito agli investigatori che quella sera avevano bevuto dei cocktail in camera da letto per festeggiare un successo negli affari. Ma lei poi non era rimasta a dormire con lui perché uno dei figli aveva degli incubi ed era andata nella sua stanza. Quando era tornata aveva trovato il marito senza vita ed aveva dato l’allarme.
La chiamata al 911 giunse alle 3.21 del mattino, ma gli infermieri riferirono che l’uomo era “morto da un po’”, spiega la Cnn dopo aver consultato i documenti dell’accusa. Anche l’utilizzo del cellulare non torna, visto che la donna ha affermato di aver chiamato solo per l’emergenza e immediatamente, ma il telefonino risulta usato 6 volte nei 15 minuti precedenti l’allerta.
Inoltre a inguaiare la mamma che scriveva ai piccoli nel libro: “Papà è ancora qui, solo in un modo diverso”, c’è la testimonianza di uno spacciatore. L’uomo, nel 2023, dichiarò di aver ceduto alla donna delle pulizie di casa Richins delle pillole di Fentanil, anche se l’anno scorso ha cambiato versione affermando di aver venduto una droga diversa alla donna.
A questo punto i legali di Kouri, accusata di omicidio aggravato e tentato omicidio aggravato, quindi rischia l’ergastolo, hanno affermato che se lo Stato non è in grado di provare che il Fentanyl era a disposizione della donna, non esiste alcun caso. Ma l’accusa ha tirato dritto credendo alla prima deposizione dello spacciatore, e cosi è arrivati al processo.
A pesare da parte dell’accusa c’è la questione finanziaria, con un patrimonio in ballo di 5 milioni di dollari e diverse assicurazioni sulla vita del valore di circa 2 milioni, tutti soldi che andrebbero alla donna, che quindi, secondo gli investigatori, avrebbe accelerato la dipartita del coniuge anche perché lui era intenzionato a escluderla dall’eredità. Ora tocca ai giudici dello Utah decidere a chi credere.