Sfidare Trump e Putin con un Consiglio di sicurezza europeo |
Roma, 15 febbraio 2026 – È impressionante la velocità con la quale si fanno e si disfano intese e relazioni nel mondo e in Europa nell’epoca del trumpismo planetario. Per restare al nostro Continente e ai rapporti con gli Usa, in meno di una settimana siamo passati dall’asse Roma-Berlino, con la Francia nell’angolo, al j’accuse radicale del cancelliere tedesco Friedrich Merz nei confronti della Casa Bianca ("I valori Maga non sono i nostri"), con Giorgia Meloni, plasticamente lontana dalla conferenza sulla sicurezza di Monaco, che fa sapere esplicitamente di non condividere le critiche all’ideologia trumpiana.
Emmanuel Macron, a sua volta, che pareva finito fuori gioco, rilancia, non solo offrendo lo scudo nucleare a tutta l’Europa, ma tentando, in solitaria, anche di aprire un varco con il Cremlino. Mentre il primo ministro britannico, Keir Starmer, si spinge sempre di più verso l’abbandono della Brexit ("Non siamo più quella Gran Bretagna"), accelerando sulla proposta di costruzione di un solido assetto di difesa europea in chiave innanzitutto anti-russa.
Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, a meno di 24 ore dall’avviso di Merz, con il corollario del "facciamo da soli, non possiamo contare più sugli Stati Uniti", viene accolto da una standing ovation quando proclama che "i nostri destini sono collegati" e che "vogliamo un’Europa forte".
Si potrebbe osservare che la confusione è davvero a livelli elevati e che la velocità del cambio di tesi e posizioni la rende ulteriormente gravida di conseguenze anche impreviste, ma in tutta questa nebbia emerge con nitidezza la fine dell’ordine mondiale e, dunque, per quello che ci riguarda più direttamente, dell’ordine euro-atlantico.
Ora, che cosa dobbiamo fare noi europei per trovare la strada di un’indipendenza strategica ce lo hanno spiegato in tanti: da ultimo, due italiani, Mario Draghi ed Enrico Letta. Quello che nessuno ha detto è come farlo con efficacia, con quali istituzioni nuove, con quali formule e assetti rinnovati che funzionino davvero e non solo sulla carta. Eppure, non solo è drasticamente necessario e vitale, ma è anche drammaticamente urgente e immanente.
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Come fare, dunque? Le strade suggerite o indicate sono molteplici, ma ciascuna di esse deve fare i conti con il principio di realtà. Quella che oggi appare più concretamente perseguibile è la via proposta da ultimo sia dal Commissario europeo alla Difesa, Andrius Kubilius, sia dall’ex primo ministro francese Dominique de Villepin: la creazione di un Consiglio di sicurezza europeo formato dai cinque grandi Paesi dell’Ue (Germania, Francia, Italia, Polonia, Spagna) con l’aggiunta del Regno Unito, che definisca un piano di autonomia strategica dell’Unione e che mandi un messaggio univoco di forza innanzitutto a Donald Trump e a Vladimir Putin.