Compagna uccisa per la polizza vita. L’ex chef accusato di altri due omicidi |
Emiliano Milza, in carcere con la complice Simona Hirsch, è accusato di omicidio in concorso della compagna Franka Ludwig
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Firenze, 18 aprile 2026 – L’omicidio del padre e l’omicidio della badante della madre. Sono le nuove pesanti contestazioni che la procura di Firenze muove nei confronti di Emiliano Milza, l’ex chef di 50 anni in carcere da gennaio con la complice Simona Hirsch, 59, con l’accusa di omicidio in concorso della compagna Franka Ludwig, la 52enne tedesca trovata senza vita il 2 luglio dell’anno scorso lungo il sentiero che porta alla Fonte del Borbotto, a Castagno d’Andrea (San Godenzo).
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Il corpo del genitore verrà riesumato nelle prossime settimane, mentre per la badante 40enne è in fase di definizione la rogatoria con il Perù (paese di origine della defunta, dove è stata sepolta). Gli approfondimenti sul decesso del padre, avvenuto ad agosto 2022, sono scattati a seguito dell’esposto depositato in procura dalla sorella dell’uomo, che nei mesi precedenti alla sua morte aveva confessato di avere il sospetto che il figlio gli desse delle sostanze nel vino. Nei prossimi giorni, è previsto in procura il conferimento dell’incarico ai consulenti che dovranno eseguire autopsia e accertamenti tecnici irripetibili sul corpo dell’uomo, una volta riesumato.
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Milza junior, secondo l’accusa, al fine di "impadronirsi del patrimonio di famiglia", avrebbe provocato la morte del genitore "indebolendone progressivamente l’equilibrio psico fisico mediante sistematica somministrazione occulta, diluite nel vino e nelle pietanze da lui stesse preparategli in occasione dei pasti", di dosi crescenti e massive di "ipnotici (benzodiazepine) fino a sfibrarne il fisico e ad indurgli crisi respiratorie".
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Per la badante, invece, il modus operandi di Milza ricorda quello avrebbe adottato con Ludwig. L’ex chef, si legge nell’imputazione, avrebbe provocato la morte della 40enne peruviana per procurarsi "l’ingiusto profitto dell’indennizzo della polizza assicurativa di 200mila euro".
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Mesi prima di morire, la donna sarebbe stata convinta da Milza – che avrebbe agito con "premeditazione e con crudeltà" ostentando "affetto e vicinanza" – ad aprire un’assicurazione sulla vita: lo chef l’avrebbe persuasa dicendole che in caso di decesso avrebbe riscosso l’indennizzo "curandosi di recapitare la somma" ai figli in Perù. Anche in questo caso, la morte sarebbe avvenuta tramite "l’occulta somministrazione" di dosi massive ipnotici in bevande e pietanze.
Le accuse per il 50enne – difeso dagli avvocati Vittorio Sgromo e Cristiano Calussi – sono di omicidio volontario aggravato e frode assicurativa per aver tentato di riscuotere l’indennizzo della polizza sulla morte della badante, denunciata come decesso dovuto a un malore. A queste, si aggiungono le pesanti contestazione del caso Ludwig.
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