Ilaria Salis: “Goodbye forever Mr. Orban. Spiace per Meloni e Salvini...” |
L'europarlamentare Ilaria Salis e l'ex premier ungherese Viktor Orban
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Roma, 13 aprile 2026 – “Goodbye forever, Mr. Orbàn. A mai più rivederci!”. È la rivincita di Ilaria Salis all’indomani dei risultati elettorali ungheresi, dove l’ormai ex premier Viktor Orbàn è stato sconfitto dall’astro nascente della politica europeista Péter Magyar. Ma dietro l’esultanza dell'europarlamentare italiana c’è molto di più di una militanza politica.
C'è un arresto a Budapest con l’accusa di avere aggredito dei militari neonazisti, un processo sommario e mesi di detenzione in condizioni disumane nel carcere ungherese. C’è il ricordo delle catene alle caviglie e ai polsi con cui è stata portata in tribunale, un caso politico diventato internazionale e una scarcerazione arrivata solo 15 mesi dopo grazie all’immunità parlamentare ottenuta con l’elezione in Europa. Dietro a quel post con una Sali sorridente pubblicato oggi sui social c’è un pezzo di vita e di grandi sofferenze.
“Spiace per Meloni e Salvini”
"Non una vittoria della sinistra, ma almeno una pesantissima sconfitta dell’estrema destra globale e – speriamo – la fine del regime. L’Ungheria e l’Europa saranno posti migliori senza Orbán. Spiace per Meloni e Salvini”, ha scritto sui social l’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra.
"L'Ungheria e l'Europa saranno un posto migliore senza Viktor Orban. Arrivederci per sempre!", scrive l'eurodeputata Avs Ilaria Salis, detenuta per 15 mesi in Ungheria con l'accusa di aver aggredito alcuni militanti di estrema destra.
Sorride e saluta con la mano nella foto postata su X mentre mostra il cartello con su scritto "Goodbye forever Mr.Orban".
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Caso Salis: dall’arresto al processo
Ilaria Salis è stata arrestata nel febbraio 2023 a Budapest con l'accusa di aver aggredito tre militanti neonazisti. Militante antifascista, fondatrice a soli 18 anni del centro sociale FOA Boccaccio di Monza – l’11 febbraio aveva partecipato alla protesta ungherese in occasione del Giorno dell'Onore, giornata in cui manifestanti di estrema destra provenienti da tutta Europa celebrano i militari tedeschi e ungheresi morti nel 1945 durante l'assedio di Budapest da parte dell'Armata Rossa.
Qul giorno Salis viene arrestata dalle autorità ungheresi con l'accusa di aver tentato di causare "lesioni che potevano pregiudicare la vita" di tre militanti neonazisti, aggrediti il giorno precedente, e di appartenere a un'associazione criminale tedesca nota come Hammerbande (Banda del martello).
Salis si è dichiarata non colpevole, rifiutando il patteggiamento a 11 anni di reclusione. Il suo arresto nel carcere di Budapest diventa un caso solo nel dicembre 2023, quando l’attivista denuncia le proprie condizioni di detenzione in un memoriale inviato al consolato italiano a Budapest e viene condotta al processo con le catene alle caviglie e ai polsi davanti ai giornalisti internazionali. Subito circolano le immagini e Ilaria diventa protagonista di un battaglia politica tra destra e sinistra.
Da quelle immagini crude nasce una controversia a livello internazionale: i trattamenti durante la custodia vengono ritenuti dalla Confederazione europea dei sindacati "degradanti e inumani" e vengono fortemente criticati da organismi internazionali come il Comitato economico e sociale europeo. Sul caso si esprime anche Sergio Mattarella e i ministri italiani Carlo Nordio e Antonio Tajani, una presa di posizione che ha portato alle proteste formali del governo italiano nei confronti dell'Ungheria.
Le elezioni europee e la scarcerazione
Dopo aver versato una cauzione di 16milioni di HUF (pari a circa 41.500 euro), il 24 maggio 2024 Salis viene posta agli arresti domiciliari con l’obbligo di braccialetto elettronico. Ma non solo. In udienza il giudice pronuncia ad alta voce l'indirizzo di Budapest dove Salis avrebbe dovuto scontare gli arresti domiciliari e il 30 maggio il domicilio viene pubblicato da siti ungheresi di estrema destra. Temendo per la propria incolumità, Salis chiede di essere ospitata all'interno dell'ambasciata italiana di Budapest.
Il 18 aprile i leader di Alleanza Verdi annunciano la candidatura di Ilaria Salis alle elezioni europee, con l'obiettivo di eleggerla europarlamentare e garantirle l'immunità parlamentare. Alle urne esce vincente con oltre 178mila preferenze. Il 14 giugno, a seguito della sua elezione a europarlamentare, Salis viene liberata dalle autorità ungheresi.
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