Da Eleonora Duse ai De Filippo: la storia della “bomboniera”

Napoli, 17 febbraio 2026 – Le fiamme hanno avvolto il Teatro Sannazzaro, 180 anni di storia inghiottite nel devastante incendio scoppiato oggi nel centro di Napoli. Il cuore della città è stato ferito nel profondo. Oltre ai danni alle case – palazzi evacuato e alcuni residenti intossicati – il rogo ha distrutto parte dello storico palco cittadino, considerato dai napoletani la “Bomboniera di via Chiaia”. 

La cupola del Sannazzato è crollata a causa delle fiamme, danneggiando anche gli spalti. Napoli perde un pezzo importante della cultura e della storia partenopea, una ferita che difficilmente riuscirà a rimarginarsi. Le foto riportano alla mente un ricordo doloroso, anche se lontano nel tempo: l’immagine del Teatro La Fenice in fiamme. Era il 29 gennaio 1996. Nel caso di Venezia, il rogo fu doloso – a differenza di Napoli, dove al momento sembra che l’incendio sia scoppiato per cause accidentali – ma gli scatti del prestigioso edificio in cenere restano scolpite nella mente di milioni di italiani.

La storia del Sannazaro, “jolie bouquet” di via Chiaia

Da Eleonaora Duse ai De Filippo: gli attori eccellenti sul palco del Sannazaro

La rinascita con la Compagnia Stabile Napoletana

Centro di produzione teatrale riconosciuto dal Ministero

La storia del Sannazaro, “jolie bouquet” di via Chiaia

Quella del Sannazzaro è una storia antica, testimonianza viva della tradizione, del talento e della passione artistica di Napoli. Il Teatro Sannazaro fu inaugurato il 26 dicembre 1847, quasi 180 anni fa, con la prima Grand Soirée: sul palcoscenico gli attori della Compagnia Le Roy-Clarence con la commedia ‘La petite Marquise’ di Henri Meilhac.

Costruito sull'area dell'antico chiostro dei Padri Mercedari spagnoli, accanto alla Chiesa di Sant'Orsola in via Chiaia, il Sannazzaro fu progettato da Fausto Niccolini, figlio dell'architetto Antonio, su commissione del duca di Marigliano, don Giulio Mastrilli. 

Decorato con stucchi e ori dal pittore romano Vincenzo Paliotti, il Sannazaro fu definito dalla critica un “jolie bouquet”, un salotto elegante dedicato all'alta prosa e alla tradizione teatrale napoletana. 

Da Eleonaora Duse ai De Filippo: gli attori eccellenti sul palco del Sannazaro

Sul palcoscenico del Sannazaro si sono esibiti nomi illustri: Eleonora Duse, Tina Di Lorenzo, Ermete Novelli, Emma Gramatica, Antonio Gandusio e Ruggero Ruggeri. Nel 1888 fu il primo teatro napoletano illuminato elettricamente, mentre nel 1889 ospitò la prima di ‘Na Santarella’ di Eduardo Scarpetta, che qui concluse la sua lunga carriera artistica con ‘O miedeco d' 'e pazze’.

Negli anni Trenta del Novecento, il Sannazaro fu anche il teatro dove i fratelli De Filippo mossero i primi passi verso il successo, con l'ancora giovane Eduardo che incontrò per la prima volta Luigi Pirandello.

Un grosso incendio è divampato nel centro del capoluogo partenopeo. Le fiamme hanno coinvolto lo storico teatro di via Chaia. Danneggiati anche i palazzi adiacenti: evacuati i residenti

La rinascita con la Compagnia Stabile Napoletana

Dal 1934, tra guerre e difficoltà economiche, il teatro conobbe un periodo di decadenza, trasformandosi in un cinema poco frequentato. La rinascita arrivò negli anni Sessanta grazie a Nino Veglia e Luisa Conte, che nel 1971 inaugurarono nuovamente il teatro con la Compagnia Stabile Napoletana, portando in scena ‘Annella di Portacapuana’.

Dopo la morte di Veglia, la gestione passò a Luisa Conte e, successivamente, alla nipote Lara Sansone e al genero Mario Sansone, che hanno continuato la tradizione teatrale dedicando la compagnia a Luisa Conte.

Centro di produzione teatrale riconosciuto dal Ministero 

La storia recente consacra il Sannazzaro come centro di produzione teatrale riconosciuto dal Ministero della Cultura dal 2018. Prima del rogo, ospitava spettacoli della tradizione napoletana, concerti, incontri culturali ed eventi per ragazzi.

Tra i collaboratori più recenti si annoverano Leopoldo Mastelloni, Gino Rivieccio, Peppe Barra, Biagio Izzo e Lina Sastri. Un tempo ospitava anche ‘Il Caffè di Donna Luisa’, un bistrot all’aperto caro ai napoletani e intitolato alla storica direttrice Luisa Conti, poi rimosso cinque anni fa durante la ristrutturazione avvenuta nel 2021. 


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