L’esistenza al limite degli atleti top. Dalle maschere alle tende ipobariche fino al sangue del verme |
Roma, 27 dicembre 2025 – “Una situazione tragica con molti interrogativi irrisolti”. Nelle parole di Emilie Nordskar, segretaria generale ad interim della federazione norvegese, è condensato il turbamento del mondo dello sport seguito alla morte di Sivert Bakken, biatleta 27enne trovato senza vita il 23 dicembre a Passo di Lavazè, in Trentino. Sul viso risulta avesse una maschera da altitudine ‘Etm’, uno strumento di allenamento ’passivo’ che ha ridestato l’attenzione sulle pratiche cui si sottopongono gli atleti di alto livello per spremere la massima performance possibile dai propri corpi.
Anche se il nesso sull’utilizzo di quel device ora non vietato dalle normative antidoping – riproduce certe condizioni atmosferiche di alta montagna per forzare l’organismo a utilizzare al massimo il poco ossigeno presente – e il decesso di Bakken non è stato per ora stabilito, inquieta constatare quanto si cerchi di spostare il limite della fisiologia umana........