menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Tra digitale e realtà, la bit generation resta dipendente da strade e navi

4 0
18.03.2026

Centinaia di petroliere sono bloccate nello Stretto di Hormuz

Articolo: Guerra in Iran, italiani di nuovo sotto tiro. Detriti di razzi sulla base in Libano. Crosetto: “I soldati stanno bene”

Articolo: L'ira di Trump sulla Nato: "Non vogliamo più l'aiuto, non ci serve. L'Alleanza sta commettendo un errore stupido"

Articolo: La lezione del conflitto nel Kosovo

Il faro di Hormuz illumina il mondo degli ‘atomi’. Delle cose che, per spostarsi, hanno bisogno di strade, navi, aerei. Petrolio. Atomi ‘dimenticati’ nel mondo dominato dai bit, dove la digitalizzazione del quotidiano fa ombra alla consapevolezza che dietro ai clic, per esempio degli acquisti on line, lavora una logistica impressionante ed energivora. Vedere alla voce corrieri nelle città.

Atomi ed energia seguono lo choc della guerra. Hormuz, non è l’unico collo di bottiglia per l’oro nero. C’è lo stretto di Bab el-Mandeb, sotto tiro degli Houthi. C’è il Nuovo Canale di Suez dal quale transita circa il 12% del commercio mondiale. L’Intelligenza artificiale, oggi è protagonista al fronte, ma è anche un consumatore vorace di energia, elettrica e idrica: macina watt come intere nazioni. Beve milioni di litri di acqua per raffreddare i server. L’International Energy Agency nel report “Energy and AI”, stima che i data center consumeranno circa il doppio dell’elettricità entro il 2030. La destabilizzazione del Golfo, inoltre, ha un impatto su minerali strategici ed essenziali per i chip dell’Ia.

Ogni crisi imporrebbe, in sostanza, di ripensare noi stessi: la dipendenza dal petrolio, il ruolo di fonti alternative come il nucleare, la necessità di approcci non ideologici all’emergenza ambientale, la politica industriale e l’innovazione europea, tra Cina e Usa. Vale anche per la logistica, anche se la geografia non si cambia. Da Hormuz transita un quinto del consumo globale di petrolio: 21 milioni di barili al giorno. Il 90% dell’oro nero iraniano va in Cina, la manifattura del mondo. I rincari per il Dragone, hanno un riverbero planetario. Bit e atomi, silicio e carbonio, sul palcoscenico globale. Possiamo fare molto. Non il teletrasporto.

© Riproduzione riservata


© Quotidiano