Antonia, laureata a 79 anni: “Ho insegnato tutta la vita. Dottoressa? No, maestra”

Antonia Mazzoni, 79 anni, con la corona d’alloro dopo la discussione della tesi su ’Acque e sorgenti nella terra di Meldola’

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Antonia, intanto congratulazioni, ma la devo chiamare maestra o dottoressa?

"Voglio essere chiamata maestra, perché tale mi sento anche se sono in pensione da circa 22 anni. L’insegnamento mi ha dato la possibilità non solo di trasmettere conoscenze, ma di dedicarmi con passione ad aiutare tanti bambini nella loro crescita culturale e umana. Da parte mia anch’io sono cresciuta in pazienza, umanità e capacità di ascoltare con il cuore. Al primo posto c’era e c’è in me l’amore per i bambini, che sanno ricambiare con tanta gratitudine e affetto”.

Dopo 40 anni di insegnamento alle elementari come mai ha deciso di riprendere i libri in mano e laurearsi?

“Ho deciso di riprendere gli studi e di iscrivermi all’università perché era il sogno della mia vita. I miei genitori non avevano possibilità economiche e perciò avevo abbandonato l’idea. Poi mia figlia si è iscritta alla facoltà di Beni Culturali a Ravenna e ha insistito affinché lo facessi anch’io, nonostante l’età. Mi sono fatta coraggio e ho iniziato una meravigliosa avventura con entusiasmo. Il mio impegno nello studio è stato ripagato con il raggiungimento del tanto desiderato traguardo”.

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Dopo la pensione è rimasta comunque in attività?

“Ho continuato a prestare servizio di volontariato nella scuola primaria, facendo progetti di lettura in alcune classi e di alfabetizzazione per alunni stranieri. Da tre anni sono impegnata nella scuola di Lingua Italiana per stranieri adulti, organizzata dalla Caritas”.

Torniamo alla laurea. Perché ha scelto di studiare le acque della terra di Meldola. Rimembranze bidentine, tra Traiano e Teoderico?

“Ho scelto come argomento della tesi ‘Acque e sorgenti nella Terra di Meldola’ perché, seguendo il corso di ‘Studio della città e del territorio’ con il prof. Alberto Malfitano, ho voluto fare ricerche per approfondire le mie conoscenze sull’acquedotto fatto costruire da Traiano nel 109 d.C. e poi ristrutturato da Teodorico nel 502 d.C. L’acquedotto captava le sue acque in zona Dozza, a Meldola, e portava acqua salubre a Ravenna e al porto di Classe. Nel secondo capitolo ho parlato del canale Doria, una via d’acqua costruita dall’uomo, importante per la vita sociale ed economica di Meldola e del suo territorio”.

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Il suo è anche un invito ai suoi coetanei, a non sedersi e a trovare sempre nuovi stimoli?

“Certo, ma non solo. Mi rivolgo anche ai giovani, a loro voglio dire: se avete un sogno importante, impegnatevi per realizzarlo, sarete felici!”.

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