Tra i fantasmi di Niscemi: “La nostra vita è intrappolata nelle case vuote e noi siamo accampati altrove”

La zona rossa di Niscemi

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Niscemi (Caltanissetta) – Dal 25 gennaio scorso, quando l’intera fiancata meridionale di Niscemi ha iniziato a scivolare verso la Piana di Gela, sono passati ottantadue giorni. Un tempo lungo abbastanza da trasformare l’emergenza in una condizione sospesa. L’enorme smottamento, un fronte di 4,7 chilometri, ha trascinato a valle case e mezzi, lasciando decine di edifici in bilico e oltre 1.500 persone senza un tetto. Nella zona rossa si contano 880 case: 201 a meno di 50 metri dal fronte della frana, 240 tra i 50 e i 100 metri, altri 439 entro i 150 metri. Una mappa del rischio che ha svuotato interi quartieri.

“Nelle strade di Sante Croci o di Trappeto non circola più nessuno, solo fantasmi”, commenta amara Assuntina Pacece che qui aveva un negozietto di detersivi. Nelle prime settimane il limite della zona rossa era fissato a 150 metri dal ciglio. Poi, a fine febbraio, dopo i sopralluoghi dei geologi e l’analisi dei sensori installati, il perimetro è stato ridotto a 100 metri. La decisione ha riacceso la speranza per circa 700 residenti, autorizzati a rientrare. Chi ha riaperto la porta di casa lo ha fatto talvolta con un groppo in gola. Chi invece resta fuori vive un’attesa logorante, che col passare dei giorni pesa sempre di più. “All’inizio ti sembra quasi una pausa forzata – racconta Rosario Abete, 58 anni, pensionato, che abitava in via Sante Croci da 30 anni – poi capisci che non lo è. La tua vita è rimasta lì dentro: i mobili, le fotografie, il tuo letto. E tu sei altrove, accampato”.

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Per gli sfollati sono stati attivati i contributi del fondo Cas: 400 euro a famiglia, più 100 per ogni componente, fino a un massimo di 900 euro al mese per un anno. “Un aiuto che permette di andare avanti, qui non siamo mica a Milano”, spiega Pamela, madre di due ragazzi.

La Regione ha stanziato un fondo straordinario da 558 milioni di euro per le emergenze causate dalla frana e dal ciclone Harry, che si aggiungono ai 93 destinati agli interventi immediati. Una risposta imponente, che però si scontra con tempi burocratici lenti. L’assessorato alle Infrastrutture ha previsto 13 milioni di euro — 8 per il 2026 e 5 per il 2027 — da destinare a contributi a fondo perduto, per consentire agli sfollati di acquistare una nuova abitazione.

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“A metà marzo – dice il vicesindaco Pietro Stimolo – , il Comune ha pubblicato un bando per l’assegnazione di 25 alloggi a chi non riesce a trovare una sistemazione autonoma”. La Regione ha individuato 16 appartamenti Iacp. Soluzioni sparse sul territorio, per molti, più che un ritorno alla normalità, la sensazione di essere ancora in transito.

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